Attualità

G8, il processo a Bertolaso è tutto da rifare

Dovrà ricominciare daccapo il processo contabile sull’affaire del G8 all’isola della Maddalena nei confronti dell’ex capo della Protezione civile Guido Bertolaso e dell’attuale vicecapo dipartimento...

Dovrà ricominciare daccapo il processo contabile sull’affaire del G8 all’isola della Maddalena nei confronti dell’ex capo della Protezione civile Guido Bertolaso e dell’attuale vicecapo dipartimento Angelo Borrelli, ai quali era stato chiesto di risarcire la somma di 26 milioni e mezzo di euro. La prima sezione d’appello della Corte dei conti ha annullato la sentenza di primo grado emessa il 20 marzo 2014. Finora, infatti, non si è entrati nel merito della vicenda, in quanto il giudizio si è fermato a una questione procedurale. Durante la prima udienza del processo le difese dei due imputati avevano eccepito la nullità dell’atto di citazione, in quanto emesso dalla Procura regionale 20 giorni oltre il termine fissato al 20 maggio 2013. Tale eccezione è stata accolta dai giudici contabili di primo grado, tanto che il giudizio si era concluso con un «nulla di fatto». Ora tutto è stato ribaltato. Secondo i colleghi dell’appello, infatti, l’eccezione sollevata dagli avvocati di parte era tardiva e, quindi, l’inammissibilità dell’atto di citazione non poteva essere rilevata d’ufficio dal collegio. Di conseguenza, il processo dovrà ricominciare da zero davanti alla sezione del Lazio, in una diversa composizione. Bertolaso e Borrelli sono accusati di «non aver valutato la congruità economica dell’operazione G8». In ballo c’era la gestione del servizio di ricettività alberghiera, del porto turistico e delle strutture dell’ex arsenale e dell’ex ospedale militare nell’isola della Maddalena, dove nel 2009 si sarebbero dovuti incontrare i grandi della Terra. Poi il terremoto del 6 aprile a L’Aquila, indusse il governo Berlusconi a spostare il summit nel capoluogo abruzzese. A questo punto Bertolaso incaricò Borrelli di firmare la rinegoziazione del contratto con la Mita Resort srl, «penalizzata» dal trasferimento dell’evento. La durata della concessione dell’area demaniale passò da 30 a 40 anni e il prezzo venne ridotto da 41 a 31 milioni di euro. È proprio questo «sconto» a favore della società dell’ex presidente di Confindustria Emma Marcegaglia che la Procura contabile contesta: occorreva garantire un minimo di redditività anche allo Stato, per farlo rientrare da un investimento di 400 milioni di euro.

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.