RIAD A creare l'imbottigliamento mortale dei pellegrini alla Mecca è stata la chiusura di due strade intorno a Jamarat per permettere a dignitari di visitare Mina: è l'accusa lanciata da Mohammad Jafari, consulente per un tour operator inglese dedicato all'haji, ai microfoni della Bbc. «Non è certo il volere di Dio - ha detto - ma l'incompetenza umana» la causa della ressa di fedeli alla Mecca che ha portato alla morte di 717 pellegrini, tra cui 131 iraniani (mentre altri 365 risultano dispersi) e 87 marocchini. Dalle immagini dei media sauditi e dalle testimonianze sul terreno, ha sostenuto Jafari, «si vede chiaramente che il re e gli uomini del palazzo stavano ricevendo dignitari, tra cui il ministro della Difesa ed esponenti dei Paesi del Consiglio di Cooperazione del Golfo e per questo hanno chiuso due strade» mentre la gente si accalcava sempre di più. Da qui le accuse alle autorità saudite. «Ci deve essere un'indagine se 717 persone hanno perso la vita perché alcuni reali volevano tirare le pietre» per la simbolica lapidazione di Satana, ha affermato Jafari. Se dall’Iran arrivano pesanti accuse nei confronti dell’Arabia, con un tweet, il premier Benjamin Netanyahu ha espresso «condoglianze ai musulmani ovunque (nel mondo) in seguito alla tragedia avvenuta alla Mecca». Il re saudita, Salman Bin Abdel Aziz, ha annunciato una completa revisione del piano di sicurezza per il pellegrinaggio mentre l'erede al trono Bin Nayef ha dato vita ad una commissione d'inchiesta.
La Mecca, il re annuncia piano per la sicurezza
RIAD A creare l'imbottigliamento mortale dei pellegrini alla Mecca è stata la chiusura di due strade intorno a Jamarat per permettere a dignitari di visitare Mina: è l'accusa lanciata da Mohammad...