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Attualità

Rimediamo alle colpe del Pdl

Ciò che poteva essere, ahimè, non è stato. E il centrodestra si ritrova ora lacerato, diviso tra chi non ha il coraggio o la lungimiranza per ricostruire e chi si è addirittura venduto al nemico pur...

Ciò che poteva essere, ahimè, non è stato. E il centrodestra si ritrova ora lacerato, diviso tra chi non ha il coraggio o la lungimiranza per ricostruire e chi si è addirittura venduto al nemico pur di raccattare dal pavimento qualche briciola di potere. Oggi viviamo in una sorta di mondo post-apocalittico per gli uomini e le donne della multiforme destra italiana. E come in quei film americani con il protagonista sporco ed emaciato che vaga per le terre desolate, alla ricerca di una comunità da ricostruire, mi sento spinta dalla medesima speranza e dallo stesso senso della disperazione. Ma continuo a camminare, un passo dopo l'altro. Per chi c'era prima di me e per chi verrà dopo di me. Per questo nasce Fratelli d'Italia. E per questo ad Atreju ogni giorno si affronterà, tra i tanti temi in discussione, anche quello della ricomposizione del centrodestra. Molti di noi, a cominciare dalla sottoscritta, non hanno ancora compiuto 40 anni. Qualcuno ci chiama la generazione Atreju, proprio perché qui ci incontriamo ogni anno. Qui nascono le nostre battaglie per la sovranità nazionale, contro un contenitore europeo che sottrae senza aggiungere; per la difesa della tradizione religiosa come baricentro delle politiche sociali; contro l'eccessivo interventismo della macchina statale nella vita privata ed economica delle persone, per il diritto alla sicurezza come primo diritto di libertà, per una giustizia dai tempi e dalle pene certe, per una scuola seria e moderna ma che non si lasci condizionare dalle piccole mode del momento. Tutto questo al netto dei limiti di mezzi finanziari e di radicamento che sono conseguenza della giovane età mia (giovane per l'Italia, si intende…) e del movimento politico che ho l'onore di guidare. Il punto è un altro, avrei potuto accelerare la conquista del consenso parlando direttamente alla pancia degli italiani, usando un linguaggio violento, demagogico, caricaturale. Esasperando i toni e cercando lo scontro per poi correre in tv. Ma io non sono così e un partito che aspira a rappresentare l'anima conservatrice e identitaria degli italiani per gli anni che verranno, non può accettare le scorciatoie. Servirà più tempo? Pazienza. Abbiamo cuore e gambe forti per attraversare il deserto. Siamo figli ed eredi di una storia bagnata di sangue e sudore. Non ci spaventa l'opposizione, né l'isolamento talvolta, perché il tempo è galantuomo e se si ha la forza di perseverare, alla fine la verità è destinata ad affiorare persino sulle labbra dei nostri nemici…

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