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Attualità

Omicidio Ceste, il pm chiede 30 anni per il marito di Elena

Per l'accusa il colpevole è il vigile del fuoco Michele Buoninconti

Indagini condotte in modo "ineccepibile" che conducono all'unica conclusione possibile: la colpevolezza di Michele Buoninconti per l'uccisione della moglie Elena Ceste. È quanto ha sostenuto il pm di Asti Laura Deodato chiedendo una condanna a 30 anni di carcere per il vigile del fuoco di Asti accusato di omicidio volontario premeditato e occultamento di cadavere. Il massimo della pena previsto con il rito abbreviato, che si svolge a porte chiuse. Buoninconti è rimasto impassibile al momento della richiesta di condanna. Il magistrato ha ricostruito i mesi precedenti alla scomparsa della casalinga di Costigliole d'Asti fino ad arrivare alla mattina in cui secondo l'accusa si è consumato il delitto, il 24 gennaio 2014, lo stesso della scomparsa. Non un delitto d'impeto, ma premeditato, punto su cui il pm Deodato si è soffermata molto nel corso delle quattro ore di requisitoria. Così come ha parlato dell'ipercontrollo che Buoninconti avrebbe voluto esercitare sulla moglie. Dopo una breve pausa l'udienza è ripresa con l'intervento degli avvocati di parte civile, Deborah Abate Zaro e Carlo Tabbia, che chiederanno un risarcimento per la famiglia Ceste.   Il fatto Elena Ceste era svanita nel nulla il 24 gennaio 2014: il marito era uscito di casa per accompagnare i loro quattro figli a scuola e al ritorno aveva dichiarato di non averla più trovata e si era rivolto anche alla trasmissione televisiva "Chi l'ha visto?" per poterla rintracciare. Dopo alcuni mesi, però, lo scorso 18 ottobre il cadavere della donna è stato rinvenuto ad appena un paio di chilometri da casa: si trovava sotto il fango di un piccolo rivo. La svolta nell'inchiesta è arrivata il 29 gennaio quando i carabinieri di Asti, coordinati dal colonnello Fabio Federici, hanno arrestato il marito della donna con l’accusa di omicidio. Secondo l'ipotesi accusatoria, Buoninconti avrebbe ucciso Elena Ceste in un arco di tempo molto ristretto, pochi minuti, la mattina della sua scomparsa, mettendo in atto "un'aggressione violentissima".

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