"L'Africa non ha bisogno di carità, ma di formazione di una classe dirigente giovane". Una teoria che ti insegue in libri mai letti completamente che parlano di mercato e di democrazia per le più crudeli dittature dell'Africa. E' un'analisi di Dambisa Moyo che qualche anno fa fece molto rumore in Occidente. Parla del perché l’iniezione di aiuti economici nelle casse dei paesi africani è un’iniezione letale. Una scuola di pensiero che si ti si presenta davanti e ha la voce di Fiorella Mannoia. La notizia ti trova per caso e parla principalmente di musica. La cantautrice presenta il festival Ottobre Africano che si svolgerà in diverse città italiane. E questo appuntamento da seguire si intreccia con un'altra iniziativa, internazionale, quando l'Europa si trova al centro di una delle peggiori crisi umanitarie della sua storia. E' un'offerta di aiuto che da 40 anni sostiene il prossimo. "Le ingiustizie non vanno più sussurrate, ma gridate" è il messaggio della Comunità Papa Giovanni XXIII. Il loro compito, quello di chi si occupa dei più deboli, che provenga dal Medio Oriente o dal Sud del Sahara è dare semplicemente voce a chi non ha voce. Sono impegnati a sensibilizzare le persone sul tema della fame. Far conoscere la realtà dei più deboli: poveri, malnutriti e affamati nel mondo. L’iniziativa, giunta alla settima edizione, si svolge contemporaneamente in 300 città italiane e in 10 Paesi diversi: Svizzera, Germania, Olanda, Inghilterra, Francia, Spagna, Portogallo, Russia, Bolivia e Cile. Si impegnano per gli ultimi, per chi ha poco e nulla da perdere. Per alcuni è la giusta risposta alla diaspora che invade il Vecchio Continente. Per altri, la marea di gente pronta a tutto per un posto migliore in cui vivere, va aiutata nel suo paese d'origine. In questo scenario di grave crisi, i paesi più sviluppati della Terra si chiedono se sia giusto o semplicemente impossibile aprire le porte a tutti quelli che hanno bisogno di aiuto. In questo eterno derby di pensieri si inserisce l'intervento della comunità nata grazie a Don Oreste Benzi nel 1968. Non si limita ad aderire all’appello universale di lotta alla fame nel mondo, ma vuole essere quel grimaldello capace di aprire le menti e scuotere le coscienze. L’elemento che la contraddistingue è la condivisione diretta di vita: i membri e volontari aprono le porte della propria casa e della propria vita per accogliere e condividere la quotidianità con i più poveri, i più deboli, coloro che comunemente definiamo emarginati, gli ultimi della società. Che così diventano fratelli e sorelle, figli, membri di una stessa famiglia, senza scadenza, realizzando il grande progetto del fondatore: essere famiglia di chi non ce l’ha, la dimensione più concreta e reale della condivisione di vita. La lotta alla povertà si concquista piatto dopo piatto. "Mio fratello - sottolinea Giovanni Ramonda, Responsabile generale della Comunità - non siede alla mensa dei poveri, ma alla mia stessa tavola. E se non c’è abbastanza cibo per entrambi, dividiamo quel poco che c’è". Nel trentennale della prima esperienza di missione in Zambia (1985), da quella Casa Famiglia cresciuta grazie alla dedizione e alla tenacia dei missionari e dei volontari che da lì non se ne sono più andati, la Comunità torna con "Aggiungi un Pasto a Tavola". Il 26 e 27 settembre, lasciando una donazione alle oltre 1000 postazioni, sarà possibile aiutarla a salvare i fratelli dalla povertà e dalle ingiustizie, garantendo almeno un pasto al giorno alle oltre 41mila persone che quotidianamente siedono alla sua tavola nelle oltre 500 case e realtà di accoglienza in Italia e nel mondo. In cambio della donazione i volontari consegneranno una confezione di pasta. Ricevuta, si potrà scegliere di lasciarla ai volontari. In questo modo verrà destinata ad associazioni italiane vicine a chi è in disagio, a mense per i poveri o inserito nei pacchi alimentari destinati alle famiglie in difficoltà. La fame è una forza tremenda e, comunque la si veda, è pronta a spezzare uomini e popoli senza pietà. Come un qualsiasi aiuto partito e mai arrivato veramente a Sud del Mediterraneo.
Diritto al cibo, riparte "Aggiungi un posto a tavola"
L'iniziativa il 27 e 28 settembre si svolge contemporaneamente in 300 città italiane e in 10 Paesi diversi in tutto il mondo
