La stessa cosa è accaduta a Pompei e anche lì la figuraccia è stata mondiale. Arte e bellezza sono il pronto soccorso dello spirito e scioperare è un crimine. Dovendo però tutelare il diritto allo sciopero e garantire il diritto alla conoscenza, non è un capriccio ma diventa logica considerare questi beni servizi pubblici essenziali come scuola e trasporti. Io credo che a Roma come a Pompei, avendo siti iperfrequentati, i lavoratori anzichè scioperare per avere incentivi durante l’apertura diurna, dovrebbero avere incentivi e straordinari con le aperture notturne. Le decidono loro, dieci o dodici l’anno, e quello che rendono i biglietti produrrà il pagamento degli straordinari. Le apertute notturne rendono vivo ed economico il bene artistico: il Colosseo è contemporaneo quindi va usato completamente non a mezzo servizio. L’anfiteatro Flavio è una «macchina» italiana che fa parte dell’economia e della pedagogia: richiama a Roma turisti che pagano il biglietto e risponde al diritto primario all’educazione e alla cultura. Per questo non può essere uno scandalo Capitale.
Scandalo romano
La stessa cosa è accaduta a Pompei e anche lì la figuraccia è stata mondiale. Arte e bellezza sono il pronto soccorso dello spirito e scioperare è un crimine. Dovendo però tutelare il diritto allo...