Ci si è messa pure la sciatteria: sul cartello che indicava le tre ore consecutive di sciopero, il visitatore leggeva in inglese che la serrata partiva alle 8 (am) del mattino e finiva alle 11 (pm) della sera. Quattodici ore, non tre. La politica, insensibile ai beni culturali, prima di annunciare che musei e luoghi di cultura diventeranno «servizi pubblici essenziali» incolpava i sindacati al grido di «adesso cacciamoli tutti». I sindacati ribattevano rivendicando il diritto all'assemblea e spiegando che 4 giorni prima avevano informato della serrata il sovrintendente al Colosseo. Il quale ha confermato di essere stato informato dai sindacati ma ha aggiunto di non aver potuto fare niente perché la legge gli impone di prendere atto delle comunicazioni sindacali.Si dirà: ma qualcuno non poteva avvertire i turisti? Certo, come no. Purtroppo non esiste una rete per comunicare con i visitatori o con i tour operator, gli alberghi e i b&b. Si dirà: ma non si poteva pensare a servizi sostitutivi? Certo, come no. Una settimana addietro, proprio per trovare i rimpiazzi, il sovrintendente aveva chiesto ai direttori dei monumenti chi avrebbe partecipato all'assemblea. S'è sentito rispondere dai sindacati che così non si fa, che certe informazioni ledono il diritto dei lavoratori. Anche stavolta, dunque, non sarà colpa di nessuno. Proprio come per i funerali di Casamonica dove l’unico a pagare è stato il povero elicotterista. Che se non ha un alibi di ferro per ieri mattina, rischia il bis.
È colpa del pilota dell’elicottero
Ci si è messa pure la sciatteria: sul cartello che indicava le tre ore consecutive di sciopero, il visitatore leggeva in inglese che la serrata partiva alle 8 (am) del mattino e finiva alle 11 (pm)...