In Cile torna l’incubo terremoto-tsunami. Una scossa di magnitudo 8.3 ha fatto tremare Santiago e un’ampia zona del Paese. Tanta paura, da nord a sud, 10 persone morte, un milione di evacuati preventivamente in poche ore a causa dello tsunami che ha colpito una parte delle coste cilene. L’allarme tsunami è stato successivamente cancellato in tutte le regioni del Cile. Lo rende noto il ministero degli Interni cileno, sulla base dei dati forniti dal Servizio idrografico e oceanografico dell’esercito (Shoa). Per l’Agenzia Usa per l’atmosfera e gli oceani (Noaa) rimane l’allerta nel Pacifico meridionale, in particolare in California e nelle Hawaii che devono ancora essere raggiunte dalle onde generate dal sisma. L’epicentro del sisma, che ha provocato onde alte fino a 4,5 metri, in prossimità della costa cilena, è stato localizzato a 36 chilometri a ovest di Canela Baja, nel nord del Paese, ed a 16 chilometri di profondità. Secondo quanto riferito, la scossa più violenta è stata seguita da almeno 12 scosse di assestamento, con una magnitudo compresa tra 6,1 e 7,6 della scala Richter. Secondo il sottosegretario agli Interni, Mahmud Aleuy, si è trattato del sesto terremoto più violento nella storia del Cile e di quello più forte dell’anno in tutto il mondo. Il sisma è stato avvertito a molti chilometri di distanza, ben al di là della Cordigliera delle Ande: il terremoto è infatti stato avvertito chiaramente in diverse regioni del nord e del centro dell’Argentina, tra l’altro anche in città lontane dal Cile, quali Buenos Aires e Rosario. Dal Pacifico, la scossa è sembrata voler raggiungere persino l’Atlantico, attraversando il continente, visto che i riflessi del sisma sono stati sentiti anche in Uruguay e Brasile.
Terremoto in Cile: un milione di evacuati
L'epicentro del sisma che ha provocato onde fino a 4,5 metri, vicino alla costa. Dieci morti
