Lo scambio di persona si era palesato sin dal principio, eppure lo Stato è stato costretto a sborsare 100 mila euro per quell’errore. Manolo Zioni, romano di 26 anni, ha trascorso in carcere un anno con l’accusa di concorso in tre rapine, nonostante un detenuto si fosse sin da subito autoaccusato di quei «colpi». Dopo la sentenza di assoluzione, la quarta sezione penale della Corte d’appello di Roma ha condannato il ministero dell’Economia a corrispondere a Zioni un indennizzo pari a 235 euro per ciascuno dei 351 giorni trascorsi in carcere. Il 20 settembre 2010 il giovane, all’epoca aveva 22 anni, viene arrestato per aver commesso tre rapine nello stesso supermercato in zona Pineta Sacchetti e con le stesse modalità. Il fermo viene convalidato il 23 settembre e il 12 ottobre la custodia cautelare in carcere è confermata dal Riesame. Il 29 dicembre Alessandro Rossi, già recluso per una serie di rapine consumate nella stessa zona, in un interrogatorio reso al pm, ammette di aver commesso anche le tre contestate a Zioni. Il 10 gennaio 2011, a una settimana dalla prima udienza dibattimentale, la difesa chiede di revocare la misura cautelare nei confronti del giovane, sulla base della testimonianza che lo scagiona. L’istanza viene però rigettata dal Tribunale. Nel corso del processo i dipendenti del supermercato, sentiti come teste, non riconoscono in Zioni l’autore delle rapine. Ma i giudici non sono convinti e dispongono d’ufficio una perizia antropometrica sulle immagini riprese dalle telecamere di sorveglianza. La svolta grazie a un tatuaggio. Sul corpo del vero ladro è tatuato una specie di diamante. Anche Zioni ha un segno sul collo ma il perito ha chiarito che si trattava di solo di una macchia sulla pelle.
Macchia sulla pelle scambiata per tatuaggio Un anno a Regina Coeli
Lo scambio di persona si era palesato sin dal principio, eppure lo Stato è stato costretto a sborsare 100 mila euro per quell’errore. Manolo Zioni, romano di 26 anni, ha trascorso in carcere un anno...