È stato assolto dai retai di associazione per delinquere, truffa e corruzione con la formula «per non aver commesso il fatto». Ma all’avvocato Marco Savini sono stati necessari ben otto anni per ottenere giustizia e dopo che aveva trascorso 98 giorni agli arresri domiciliari. Savini, ex vicesindaco di Montesilvano (in provincia di Pescara), è uscito a testa alta dall’inchiesta Ciclone, che a luglio 2007 cambiò per sempre la sua vita costringendolo, a 32 anni, a quasi 100 giorni di arresti domiciliari. Un’avventura giudiziaria lunga otto anni che Savini ora ha deciso di portare fino in fondo attraverso una richiesta di un risarcimento danni in grado, se non di cancellare la sofferenza di essere stato accusato ingiustamente di una lunga serie di reati che vanno dall’associazione a delinquere, al falso, dalla truffa alla corruzione, almeno di poter dimostrare che la giustizia ha compiuto correttamente tutto il suo percorso. «Ho sempre avuto fiducia nel sistema giudiziario», ha spirgato lui, «e pur ritenendomi una persona assolutamente estranea a tutti i capi di imputazione, in maniera rispettosa e silente, mi sono fatto i miei processi e mi sono difeso. Ma proprio perché credo molto nel sistema, adesso il sistema prevede che chi come me ha subito ingiuste detenzioni o, come nel mio caso, un danno alla propria immagine, possa ottenere un risarcimento. Non voglio gridare al complotto e non lo faccio in un’ottica di rivincita, ma è solo un modo per compensare le opportunità personali perse e che credo siano state perdute anche dalla città. E non perché Marco Savini era il più bravo di tutti», chiarisce l’ex vicesindaco, «ma perché erano stati attivati dei processi amministrativi che poi sono stati tranciati e messi nel tritacarne».
Cento giorni di arresti e otto lunghi anni per avere ragione
È stato assolto dai retai di associazione per delinquere, truffa e corruzione con la formula «per non aver commesso il fatto». Ma all’avvocato Marco Savini sono stati necessari ben otto anni per...