Nella giungla della Capitale vige la legge del più furbo. Se sei straniero, non hai fissa dimora e hai una spiccata propensione alla prepotenza, stai sicuro che vinci facile. Ogni sera, soprattutto d’estate, gli automobilisti alla disperata ricerca di un parcheggio diventano vittime dei predoni del posto auto. Più intraprendenti dei lavavetri, più tenaci dei vu’ cumprà, i parcheggiatori abusivi sono la croce dei romani. Sono semplicemente odiosi. Il Tempo, negli ultimi anni, ha battuto (Nikon in spalla) tutti i luoghi della movida per stanarli e denunciare la loro presenza ai vigili urbani, protagonisti di una caccia iniziata scientificamente nel 2012, su tutto il territorio del Primo Municipio della Capitale. Oggi, in esclusiva, pubblichiamo la mappa choc realizzata proprio dai "pizzardoni", controllo dopo controllo, fermo dopo fermo, a partire dal 2012. L’elenco che potete scorrere con il dito in questa pagina, testimonia lo sforzo che la polizia di Roma Capitale mette in campo ogni weekend per tentare di debellare un fenomeno che, come tante altre piaghe inflitte alla città da una politica dell’accoglienza senza criteri, ha trasformato Roma in una "piazza" invisibile. I parcheggiatori sono tanti, troppi e cattivi. L’arroganza si trasforma presto in ricatto e le monetine diventano euro sonanti. Per "assicurarsi" la tranquillità, alcuni automobilisti arrivano a sborsare fino a 5 euro, magari pur avendo parcheggiato sulle strisce blu. Se non paghi il "pizzo" rischi di dire addio al lunotto posteriore, alle gomme o al finestrino. L’unica arma è impugnare il telefonino, digitare il 112, 113 oppure chiamare i vigili urbani e denunciare le sanguisughe con il marsupio. Quanti lo fanno? Pochi, così pochi che la faccia dei parcheggiatori abusivi negli anni è diventata sempre più tosta, e in alcuni casi sempre la stessa. Gli stranieri hanno man mano preso il posto degli italiani, che resistono solo in alcuni luoghi, come il Gianicolo, davanti all’ospedale Bambino Gesù. A Testaccio, tanto per citare uno dei luoghi dove la presenza di parcheggiatori è ormai costante da decenni, l’italiano che nel 2012 ha tentato di sostituirsi ai siriani ha dovuto fare un passo indietro e capitolare alla sfrontatezza degli intoccabili che vengono dall’altra parte del Mediterraneo. Non solo siriani, però. La Polizia locale ha contato anche algerini, turchi e marocchini. Tra loro la guerra è spietata, il racket redditizio. In una sera possono intascare fino a 100 euro. Puliti, esentasse, alla faccia degli italiani che per un’ora di parcheggio versano alle casse del Campidoglio un euro l’ora. Ecco dunque, nell’elenco che Il Tempo è riuscito faticosamente a farsi consegnare dagli uffici del Comando, di cui riportiamo una sintesi, i "passaggi di proprietà" delle piazza del racket. Turchi e bengalesi la fanno da padroni, i bulgari non si arrendono e si dividono il territorio con siriani e marocchini; gli italiani vengono circoscritti in poche zone. La fotografia del racket del posto auto è precisa, impietosa. Questa è la città in cui viviamo, dove per divertirsi di sera, senza incappare in problemi, bisogna pagare di più. IL BUSINESS Il range di età dei parcheggiatori va dai 18 ai 45 anni. La tariffa varia - mai meno di un euro - e i soldi di "rame" sono poco graditi. La maggior parte delle volte te li tirano proprio dietro. Il metodo è collaudato. Conoscono bene le "zone calde" della Capitale. Si posizionano vicino alle strisce blu e appena un malcapitato parcheggia pretendono di essere pagati. Unicamente per il fatto che si è parcheggiato nel "loro spazio" (in alcuni casi occupano di proposito i parcheggi e li riservano). Il guidatore, quasi sempre, paga per paura di ritorsioni. Nei casi in cui si oppone, viene investito da invettive e minacce vere e proprie, e rischia di ritrovarsi (se va bene) una bella riga sulla macchina (il "chiodo"), o lo specchietto "monco". NAZIONALITÀ Nord Africa, Turchia, Italia, Bulgaria, Romania, Bangladesh, Iraq. La maggior parte delle "iene" del posto auto provengono da questi Paesi. Turchi e bengalesi sono i più noti alle forze dell’ordine, per numero di fermi in quasi tutte le zone del primo Municipio. MOVIDA All’entrata dei locali, ristoranti e discoteche ti indicano il posto, ti aiutano a fare manovra, ma poi esigono la loro tariffa. Si parte da un euro a salire. Naturalmente i preferiti sono i ragazzi che stanno per entrare nelle discoteche e, in quel caso, la tariffa minima parte da due euro, non si ammettono sconti. Testaccio è nota per il suo parcheggiatore di vecchia data, una volta "padrone" assoluto di Piazza Giustiniani prima, oggi ras di via Franklin. Oltre a pretendere soldi, occupa i parcheggi con dei cartoni creando così la sua area riservata di posti auto da affittare. OSPEDALI Quelli che pretendono soldi dai cittadini che si recano in ospedale per visitare i parenti malati sono i più odiosi. La Passeggiata del Gianicolo, che conduce all’ingresso dell’ospedale pediatrico Bambin Gesù è territorio di nostri connazionali senza scrupoli, più volte fermati e segnalati. La faccia tosta di questa gente non si ferma neanche davanti al dolore e nonni e genitori non hanno diritto allo sconto sulla tariffa del posto auto. A qualcuno, anzi, è stato chiesto un "obolo" di 5 euro. STAZIONE TERMINI Qui il racket si divide tra romeni (la maggior parte) e qualche italiano, soprattutto nella zona di via Marsala. Sono a lavoro già dalle prime ore del mattino fino al tardo pomeriggio, in concomitanza con gli orari dei treni elle Ferrovie Italiane, ma sicuramente più puntuali. L’unica possibilità di salvezza è ribellarsi, sperando che nei dintorni vi siano forze dell’ordine che possano venire in soccorso.
Ecco la mappa choc dei parcheggiatori abusivi
Il dossier dei vigili urbani Un’esclusiva de Il Tempo Presidiano ospedali, discoteche e ristoranti di Roma «Pizzo» fino a 5 euro. E se non paghi addio alle ruote
