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"Oggi festeggiamo, colpiremo ancora"

Le riviste di Al Qaeda e Isis celebrano la ricorrenza dell’11 settembre: "Torneremo a uccidervi come nel 2001". Intelligence in fibrillazione LEGGI ANCHE L'isis minaccia su Twitter

Ancora minacce e ancora gli Stati Uniti nel mirino del fondamentalismo islamico. Nel giorno in cui si piangono le tremila vittime dell'attentato che l'11 settembre 2001 ha ferito a morte un Paese e il mondo intero, l'America trema ancora. Da Al Qaeda all'Isis, infatti, il messaggio è identico: torneremo a colpirvi. L'intelligence di Barack Obama è in fibrillazione perché i segnali che lasciano presagire un altro attentato sono tanti. E per questo l'America si blinda, o almeno ci prova. L'ultimo avvertimento è contenuto nelle pagine di Inspire, il magazine prodotto dagli eredi di Osama bin Laden che nell'edizione estiva, la numero 14, pubblicano una foto delle Torri Gemelle in fiamme definendo l'attentato «un bellissimo ricordo» e chiedendo (ironicamente) se è possibile ripetere quella bella esperienza. Nella stessa rivista del terrore, inoltre, è pubblicata la lista di obiettivi da colpire. Si tratta di uomini americani ricchi e potenti da «uccidere». Tra questi compaiono Bill Gates, Warren Buffet e Lawrence Joseph rei, secondo Al Qaeda, di finanziare il sionismo. La strategia, spiegano i terroristi, è quella utilizzata dai fratelli Koauchi responsabili dell'attacco al settimanale Charlie Hebdo, avvenuto a gennaio in Francia. Anche il direttore del giornale satirico, Stephane Charbonnier, alias Charb, era stato inserito nella black-list degli jihadisti. «Ci concentreremo sulla spiegazione di come portare a termine un assassinio» si legge su Inspire. E quindi informazioni, dettagli e consigli su come muoversi in autonomia, così come hanno fatto gli attentatori di Parigi, che hanno ricevuto precise indicazioni «dall'alto» e poi hanno agito in autonomia sul terreno reperendo armi e informazioni utili per raggiungere e colpire l'obiettivo. In tutto questo non mancano le sempre presenti indicazioni per costruire un ordigno esplosivo in grado di provocare quanti più morti possibile. Anche su Dabiq, la rivista dell'Isis arrivata all'undicesima uscita, non mancano i riferimenti agli Usa e al presidente Obama. Gli 007 americani temono attacchi da entrambi i gruppi terroristici che, nonostante le frequenti dichiarazioni di autonomia, hanno in comune l'odio verso l'America. Sulla copertina di Dabiq, infatti, compaiono Barack Obama e il presidente turco Erdogan reo di aver aperto le porte alla Coalizione internazionale. Massima allerta oltreoceano, dunque, ma anche in tutti le sedi delle ambasciate statunitensi e presso gli obiettivi sensibili. Al Qaeda e Isis, è il timore degli analisti, potrebbero decidere di dividersi gli obiettivi da colpire.

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