«L’altra sera Porta a Porta non l’ho vista ma in linea di principio non capisco perché non si possa parlare dei Casamonica». Milena Gabanelli tiene a precisare che «non può essere un problema parlare di personaggi scomodi in televisione». Milena Gabanelli, un paio d’anni fa ha dedicato una puntata di «Report» anche ai Casamonica. Allora si possono invitare in televisione? «In quella puntata abbiamo parlato anche dei Casamonica ma in un contesto più generale. Prendevamo spunto da un fatto di cronaca per raccontare tutto il sottobosco che c’era dietro». In quella puntata di «Report», infatti, si allargava il discorso anche al Comune di Roma o sbaglio? «Era delineato il quadro generale da cui emergeva un patto tra le diverse mafie che si dividono il territorio di Roma: la famosa terra di mezzo. Parlavamo di come era difficile uscirne perché ognuno aveva stretto contatti con qualche esponente delle istituzioni. In quella puntata i Casamonica avevano uno spazio di dieci minuti. Tutto il resto era dedicato ad allargare il raggio d’azione e ad approfondire la questione». Lei sembra avere le idee chiare su come si fanno le inchieste. Qual è il ruolo che deve avere il servizio pubblico? «Da un punto di vista teorico non vedo niente di male a intervistare un soggetto scomodo».
"Anch’io parlai dei Casamonica"
L'intervista a Milena Gabanelli (Report)
