La Germania sarà in grado di accogliere 500mila profughi all’anno per alcuni anni, ma chiede ai partner europei di fare la loro parte; Il ministro Paolo Gentiloni, ha osservato che «è positivo che l’Europa si muova, ma le misure d’emergenza non bastano». E mentre il flusso non si ferma, l'amministrazione americana - fa sapere la Casa Bianca - sta valutando «attivamente» una serie di opzioni per rispondere alla crisi. La conferma della svolta di Berlino è arrivata dal vice-cancelliere tedesco, Sigmar Gabriel: «Potremo far fronte a mezzo milione di profughi, forse anche più, per diversi anni» ha spiegato. Gabriel ha però sottolineato che anche altri Paesi dell’Ue devono farsi carico dei profughi: «Non possiamo prendere quasi un milione di persone ogni anno e integrarle come se niente fosse nella società tedesca». Berlino, ha assicurato, continuerà a farsi carico di una quota «largamente sproporzionata» perché «è un Paese forte economicamente» ma «la linea europea deve cambiare» perché non si può gravare solo su Paesi come la Germania, l'Austria e la Svezia. Parlando a Berlino, il cancelliere Angela Merkel e il premier svedese, Stefan Lofven, hanno rimarcato la necessità di un sistema di quote da ripartire da tutti e 28 gli Stati membri, un piano che sarà definito oggi. A Strasburgo il parlamento europeo in sessione plenaria ascoltera' il primo discorso del presidente Jean-Claude Juncker sullo Stato dell'Unione, durante il quale presentera' il nuovo piano della Commissione per la redistribuzione di 120 mila rifugiati da Grecia, Italia e Ungheria negli altri Paesi Ue e anche un "trust fund" per l'Africa in modo da fornire supporto finanziario ai Paesi africani e affrontare alla radice il problema. Il dibattito evidenzierà le differenze fra schieramenti politici e Paesi: chi ritiene che la redistribuzione proposta sia un primo passo positivo (una goccia nel mare visti i numeri) e chi si oppone al principio delle quote obbligatorie perché questo creerebbe un effetto di attrazione anche di migranti economici. Oggi si conosceranno i dettagli anche riguardo all’entità del "prezzo" in termini di contributo al bilancio Ue, che i Paesi che non accettano le quote dovranno pagare (secondo le anticipazioni, dovrebbe essere una quota molto esigua del Pil nazionale). Intanto, mentre al confine tra Serbia e Ungheria proseguono gli scontri e le infiltrazioni di migranti in fuga verso l’Ue e il premier magiaro, Viktor Orban, aumenta gli operai per accelerare la costruzione della barriera, l’Onu ha fatto sapere che sulle isole greche si trovano 30mila siriani. Di questi, 20mila nella sola Lesbo. Sempre l’Onu stima che saranno 400mila i migranti che entro fine anno avranno attraversato il Mediterraneo, una cifra che nel 2016 potrebbe salire a 450.000 unità o di più.
La Germania ne vuole 500mila l’anno
La Germania sarà in grado di accogliere 500mila profughi all’anno per alcuni anni, ma chiede ai partner europei di fare la loro parte; Il ministro Paolo Gentiloni, ha osservato che «è positivo che l’...
