Le Nazioni Unite lanciano un appello ai «Paperoni» tricolori. «Se appena l'1% dei milionari italiani donasse 15.000 euro, l'Unhcr disporrebbe di fondi sufficienti per assistere 22.000 famiglie siriane, riducendo il rischio che migliaia di bambini finiscano nella rete dei trafficanti di esseri umani». È la richiesta-preghiera che l'Alto Commissariato Onu per i rifugiati lancia ai circa 219.000 italiani che possiedono un patrimonio superiore al milione di euro, secondo la fonte del World Wealth Report del 2015. Come si legge nel testo dell’appello, «una donazione di 15.000 euro sarebbe sufficiente per fornire a 10 famiglie di rifugiati siriani in Giordania mezzi sufficienti a vivere dignitosamente e se questo comportamento filantropico venisse adottato anche solo dall'1% dei milionari italiani, sarebbero 22.000 le famiglie che godrebbero di protezione e assistenza». Per Federico Clementi, responsabile raccolta fondi dell'Unhcr Italia, «è chiaro ormai a tutti che siamo dinanzi a una crisi epocale. Abbiamo deciso di rivolgere un appello ai milionari italiani, perché siamo convinti che questa sia una fase storica nella quale ciascun individuo, soprattutto chi ha la disponibilità economica di farlo, si debba assumere la responsabilità di agire concretamente per migliorare le condizioni di vita di migliaia di famiglie». L'alternativa, sottolinea l'esponente di Unhcr, «è quella di affidarsi ai trafficanti di esseri umani: non c'è altra scelta. Crediamo che sia arrivato il momento di dare un segnale forte di umanità e di generosità e siamo fiduciosi che la risposta degli italiani più abbienti sarà positiva». L’Unhcr ha anche fornito le cifre del flusso di migranti verso l’Italia. Quasi tremila non ce l’hanno fatta e sono stati ingoiati dal «cimitero Mediterraneo». Questi i numeri, tragici, di chi è stato costretto dalla guerra, dalla dittatura o dalla fame ad attraversare il Mediterraneo per raggiungere l'Europa da gennaio a oggi. Parliamo di oltre 365 mila «viaggiatori», dei quali 2800 hanno perso la vita in mare. Tra loro c’era anche Aylan Kurdi, il bambino di tre anni la cui foto sulla spiaggia di Bodrum ha commosso il mondo. La maggioranza di queste persone sono rifugiati in fuga da conflitti armati e persecuzioni. Oltre 240 mila hanno raggiunto la Grecia e il 70% sono rifugiati siriani costretti alla fuga per scampare alla guerra civile. L'Unhcr «sta intensificando - spiega l'organizzazione - le operazioni di soccorso in Grecia, in Siria e nei paesi limitrofi, ma la richiesta di aiuti umanitari resta altissima, soprattutto in Siria, il cui programma attualmente è finanziato soltanto al 33%». Un fenomeno grazie al quale i mercanti di uomini si arricchiscono all’inverosimile. Secondo una stima dell’Europol, infatti, 30.000 persone di molteplici nazionalità sono coinvolte, a vario titolo, nel traffico di esseri umani, come ha precisato Robert Crepinko, direttore dell’agenzia Ue finalizzata alla lotta al crimine.
L’appello Onu ai Paperoni: "Italiani aiutate i siriani"
La richiesta dell’Alto Commissariato per i Rifugiati: "Date 15.000 euro a testa per chi fugge dalla guerra" LEGGI ANCHE La Chiesa pronta ad accogliere 100mila profughi
