È partito dal Gambia con il figlio piccolo. Voleva dargli un futuro diverso, la possibilità di una vita migliore. Ma non aveva i soldi per pagare a tutti e due il viaggio della speranza verso le coste meridionali del Vecchio Continente. Così ha accettato di guidare l’imbarcazione e si è trasformato involontariamente in un trafficante di uomini. Confessione di uno scafista. Tre presunti trasportatori di migranti sulle «carrette del mare» sono stati fermati dalla polizia nell'ambito delle indagini avviate in seguito allo sbarco di 327 migranti giunti domenica nel porto di Pozzallo, nel Ragusano, a bordo della nave battente bandiera irlandese. In manette sono finiti Abdouallah Gey, di 39 anni, originario della Mauritania, Abdou Laye Dione, di 30 anni, nato in Senegal, e S.F., 28 anni, originaria del Gambia, che era in compagnia del figlio di dieci anni. Gli indagati sono sospettati di essere gli scafisti di tre gommoni partiti dalla Libia la notte tra venerdì e sabato, con a bordo complessivamente 329 migranti centrafricani, che sono stati soccorsi a distanza di pochi minuti l'uno dall'altro da una nave irlandese. I migranti, una volta sbarcati, sono stati ospitati in parte presso il Centro di Pozzallo, mentre altri sono stati subito trasferiti in centri lombardi. Il gambiano, interrogato, ha raccontato di averlo fatto perchè non aveva la possibilità di pagare il prezzo del viaggio per entrambi e, essendo un pescatore, era esperto nel condurre i natanti. Si era così offerto ai libici per potere viaggiare gratis e giungere fino in Italia per dare un futuro a suo figlio che non si sentiva di lasciare solo ad attraversare quella bara liquida che è diventato il Mediterraneo. «"Non avevo i soldi per pagare il viaggio per entrambi - ha confessato - Avevo paura di mandarlo solo e mi sono offerto di condurre il gommone pur di garantire un futuro a mio figlio». L'uomo ha riferito di avere pure pagato una piccola somma, ma questa parte della sua versione non è apparsa verosimile agli investigatori. Al termine dell'interrogatorio, poichè si trova in Italia in compagnia di un minore di 10 anni che non può essere affidato a nessun familiare ed avendo reso confessione e non essendoci pericolo di fuga (così come esiste per tutti gli altri scafisti), l’uomo è stato sistemato insieme al figlio in una struttura che ospita migranti. L'uomo, che è stato denunciato, sarà processato come gli altri per il reato di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. Non è finito in carcere proprio in considerazione della sua dichiarazione autoaccusante e per la valutata assenza del mancato pericolo di fuga. I migranti hanno dichiarato di avere pagato 700 dollari ciascuno facendo incassare agli organizzatori libici oltre 230.000 dollari. Nel corso dell'anno sono stati 110 gli scafisti fermati in provincia di Ragusa. Un quarto presunto scafista è stato fermato nell'ambito delle indagini avviate dalla polizia in seguito allo sbarco di 383 migranti giunti domenica al porto di Augusta, nel Siracusano. In manette è finito un cittadino tunisino. Anche lui dovrà rispondere di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina.
"Io, scafista per dare un futuro a mio figlio"
Tre trafficanti di uomini fermati dalla polizia nel Ragusano. Uno si difende spiegando che non aveva i soldi per lui e per il ragazzino INTERCETTAZIONI Troppi arresti, scafisti cambiano rotta
