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No Tav, petardi e pietre contro la polizia

Circa 40 attivisti, incappucciati e vestiti di nero, la scorsa notte hanno partecipato al blitz contro il cantiere Tav, in Valsusa. Intorno alle 22 il gruppo proveniente da Giaglione ha raggiunto la...

Circa 40 attivisti, incappucciati e vestiti di nero, la scorsa notte hanno partecipato al blitz contro il cantiere Tav, in Valsusa. Intorno alle 22 il gruppo proveniente da Giaglione ha raggiunto la Val Clarea e si è sparpagliato nel bosco intorno al perimetro del cantiere. Secondo quanto riferito dalla questura torinese alcuni attivisti hanno bloccato con catene e lucchetti un paio di cancelli, per impedire alle forze di polizia di uscire. È poi iniziato un lancio di petardi, fuochi d’artificio e pietre contro le forze dell’ordine di vigilanza al cantiere. Ma alcuni poliziotti e agenti digos sono riusciti a uscire dall’area e hanno bloccato e arrestato otto attivisti, tra cui un minore di 17 anni, accusati di resistenza e violenza aggravata a pubblico ufficiale, esplosione di ordigni e materie esplodenti e travisamento. Sono tutti esponenti vicini al centro sociale Askatasuna di Torino. Intorno al cantiere è stato sequestrato diverso materiale utilizzato durante l’attacco: indumenti di colore scuro abbandonati nel bosco dai manifestanti (che si sono probabilmente cambiati al termine dell’azione), fuochi d’artificio e zaini contenenti indumenti di ricambio, ma anche bombolette di spray urticante, guanti e torce, catene, lucchetti e una telecamera. Da quanto accertato gli antagonisti per evitare di essere riconosciuti oltre a indossare abiti scuri con cappucci e maglie davanti al volto, avevano coperto i simboli delle scarpe con nastro adesivo.

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