Attualità

Naufragio a Lampedusa, 20 vittime. Donna perde 2 figli

Ieri sera l'attracco della nave Dattilo al molo Favaloro, il racconto drammatico dei rifugiati. Altri arrivi a Catania, fermati 5 scafisti

Sono almeno una ventina le vittime del presunto naufragio riferito da alcuni dei 107 migranti salvati ieri mattina in un'operazione di soccorso coordinata dalla Centrale operativa della Guardia costiera a Roma del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Il gommone si trovava a circa 30 miglia dalle coste libiche. Il soccorso è stato effettuato da nave "Dattilo", che ha tratto in salvo tutti i migranti, con l'ausilio dell'unità "Sea Watch". L'unità ha trasbordando i migranti su due motovedette classe 300 della Guardia Costiera di Lampedusa, rimandendo "in teatro di operazioni" per la ricerca di eventuali dispersi. Di vittime hanno parlato gli operatori del progetto Mediterranean Hope, attivi a Lampedusa, che hanno raccolto i racconti dei migranti. Alcuni hanno riferito di aver perso congiunti, due figli e un fratello, altri avrebbero visto amici e conoscenti inghiottiti dal mare al largo della Libia     Donna perde due figli C'è anche una donna nigeriana che ha perso due figli piccoli e un fratello tra i migranti superstiti sbarcati ieri sera al molo Favaloro di Lampedusa. La donna fa parte del gruppo di rifugiati che si trovavano a bordo del gommone che ieri mattina, nel Canale di Sicila, si è sgonfiato fra le onde del mare forza 4. Sono venti le persone cadute in acqua. I 107 migranti sono stati soccorsi dalla nave della Marina Militare Dattilo che li ha trasbordati su due mezzi della Capitaneria di porto, la CP302 e la CP320 della Guardia Costiera di Lampedusa. A raccogliere il drammatico racconto della donna che ha perso due figli e un fratello sono stati gli operatori del progetto "Mediterranean Hope" della Federazione delle chiese evangeliche in Italia, finanziato con i fondi dell'8 per mille delle chiese valdesi e metodiste. Un altro giovane, originario del Gambia, ha raccontato agli operatori di aver perso due amici fra le onde.     Altri sbarchi a Catania, fermati 5 scafisti Polizia e Guardia di finanza di Catania hanno posto in stato di fermo di indiziato di delitto cinque egiziani per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina in relazione allo sbarco, avvenuto nel porto catanese il 5 settembre, di 344 migranti tratti in salvo dalla nave della Marina Militare brasiliana "Barroso" e da due unita' della Capitaneria di porto. I cinque scafisti sono stati individuati quali componenti dell'equipaggio di un peschereccio con a bordo mediorientali e sub-sahariani, e condotto nel carcere Piazza Lanza.

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.