Avanti tutta, la Buona Scuola continua l’infornata di assunzioni. Dalla notte di martedì alla mattina di mercoledì sono stati immessi in ruolo i precari della fase B. Un posto fisso, il sogno di una vita. Chi non ha stappato lo champagne, anzi è sbiancato nel vedersi catapultato a 500 km da casa e ora si sta macerando nei dubbi se prendere o lasciare, ha tempo fino all’11 settembre per la decidere. Chi rinuncia non potrà ricevere ulteriori proposte di assunzione a tempo indeterminato (ai sensi dell’articolo 1, comma 98, della legge 107 del 13 luglio 2015). E il posto lasciato libero non potrà essere recuperato. I rinunciatari saranno espunti dalle graduatorie di merito e ad esaurimento in cui sono iscritti. Per cui i prof che rifiutano andranno a supplenza annuale sino al 31 agosto 2016. Sui social network è stata, ovviamente, una nottata di commenti: accanto alle polemiche sulle «deportazioni» di chi, da precario-sottocasa si vede trasformato in assunto-fuorisede ci sono quelli che si definiscono al bivio. Si tratta di un esodo di insegnanti del Sud in province del Nord. C’è il caso emblematico della prof 62enne di Taranto che ha visualizzato il suo incarico di ruolo ad Ascoli Piceno (distante 500 km) dove, suo malgrado, le affideranno una materia che ha insegnato solo per due settimane. È una lotteria. Dove c’è un posto vacante il precario viene pescato per andarci a lavorare. Un docente calabrese s’è visto assegnare una cattedra a Padova. Era la terza città che aveva scelto, nelle altre due, ovviamente in Calabria, non c’era posto. Un siciliano è stato assegnato a Ravenna, la prima città indicata escludendo la Sicilia che è sold out. E via di questo passo. I casi più difficili sono quelli delle prof-mamme. «Rosa.83», una napoletana, con figli piccoli, è stata assegnata alla provincia di Milano: «Ora devo scegliere tra lavoro e famiglia». Ieri c’è stata anche la conferenza stampa del ministro Stefania Gianni che ha sciorinato i numeri del piano di assunzioni. Eccoli: finora assunti 38mila docenti, 29mila con contratto firmato in agosto, 9mila l’altra notte. Di questi «solo» 7000 i mobilitati. 14.000 assunti a «sostegno», 11.000 per organico «medie». Uno su 2 ha meno di 40 anni, l’87,3% sono donne. Poi ci sarà un altro blocco di 55mila assunzioni, giuridicamente effettuate entro settembre, effettivamente in classe a novembre. È l’organico per il potenziamento di alcuni settori come l'educazione musicale, artistica, educazione alla cittadinanza). A settembre si parte con 10 mila prof in più. Se non è il paese di Bengodi poco ci manca. Ecco perché la Giannini trasecola quando sente le polemiche sulla mobilità: «Se quello che noi stiamo facendo è un fatto su cui disperarsi o festeggiare se non ti coinvolge, viviamo in un altro mondo». Ribadisce invece che «muoversi per lavorare non è per capriccio del ministero» ma «per esigenze di domanda e offerta». I posti vacanti sono tutti al Nord, il boom degli insegnanti precari è al Sud. Le transumanze (temporanee, perché dopo 3 anni si può fare domanda di trasferimento) riguardano il 55% dei precari siciliani, il 50 per cento di quelli calabresi, il 46 per cento dei campani. Circa duemila saranno, invece, i precari pugliesi. Nonostante le oltre 100mila assunzioni per certe materie, come matematica e spagnolo, bisognerà ricorrere ancora ai supplenti. Ma solo per quest’anno, si spera.
Buona scuola, la lotteria delle assunzioni
La metà degli insegnanti precari meridionali trova il posto al Nord Chi rifiuta viene espulso dalle graduatorie e torna a fare supplenze
