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"Esplodevano appartamenti altro che residence d’oro"

Il verbale di Pulcini il costruttore: "Impossibile gestire chi entrava"

«Questi residence … faccio un esempio, perché sono cose che sono capitate, sono state tirate bombe, sono stati fatti esplodere appartamenti, ascensori». L’interrogatorio di garanzia dell’imprenditore Daniele Pulcini è contenuto in sole 18 pagine. Atti nel quale l’indagato, accusato di turbativa d’asta per aver partecipato ad «accordi preventivi intesi a eliminare ogni forma di competizione in relazione alla procedura negoziata per 1’assegnazione dei servizi presso i residence di Val Cannuta e Montecarotto», spiega di aver avuto numerosi problemi grazie alle proprietà della sua società: «Questi residence c’hanno una peculiarità, sono una cosa un po’ particolare, non è ... diciamo un residence … non lo so, c’è un’attività turistica, dove c’è gente normale. Ci sono delle persone disagiate. Quindi, voi immaginate che all’interno di questi residence ...faccio un esempio, perché sono cose che sono capitate, sono state tirate bombe, sono stati fatti esplodere appartamenti, ascensori ... ma soprattutto, ’n so ... se c’è ’na famiglia che esce e va a fare la spesa, il vicino de casa chiama i suoi amici e tenta magari un’occupazione. Quindi, da qui, la sorveglianza deve fare degli interventi sempre in modo molto rapido, non se po’ attende l’attesa de ... la polizia o i carabinieri. Questo qua succede anche quando uno dice. . . “Me viene a trovà un mio amico". Arrivano cinque-sei persone, entrano dentro questo residence … ma se alle dieci de sera le cinque-sei persone, che so’ andate a trovà l’amico, non scendono, la sorveglianza va su e li porta fori». Pulcini respinge ogni accusa: «Io non ho mai partecipato a nessuna riunione, né con Buzzi, né con ...altri soggetti che neanche conosco, che sono riportati lì, imputati con me. Ma, men che meno, ho ... oltre a non aver mai fatto riunioni, incontri, non ho mai telefonato a nessuno, o invitato nessuno a non partecipare a queste gare». L’unico legame tra le coop di Buzzi e le società dell’imprenditore, secondo quest’ultimo, consisterebbe nel fatto che Pulcini avrebbe affittato gli immobili al Comune che a sua volta avrebbe affidato i servizi di «vigilanza, sorveglianza e pulizie» alle coop di Buzzi: «Questi residence devono ospitare trecento famiglie. Se uno li lascia così ...dopo sei mesi, ce ne trova ottocento e diventano delle bombe innescate nei vari quartieri di Roma. Quindi, va capito perché la proprietà seguiva questo fatto, cioè, ho interesse che... andava insomma a persone che, quanto meno, sapessero fare bene questa attività».

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