Ventimila euro al mese per favorire la cooperativa La Cascina, tra i gestori del Centro di accoglienza per richiedenti asilo di Mineo. Ammontava a tanto la ricompensa che Luca Odevaine intascava ogni mese dalla coop. vicina a Comunione e Liberazione, beneficiaria - insieme a un cartello di imprese - dei favori concessi dall’ex braccio destro di Veltroni, nel suo ruolo di membro del Tavolo di Coordinamento Nazionale sull’accoglienza per i richiedenti e titolari di protezione internazionale. Odevaine, davanti al Gip che ha emesso le ordinanze d’arresto di Mafia Capitale, spiega quale sarebbe stato il sistema per assicurare alle cooperative legate alla cricca la gestione dell’emergenza immigrazione: «Diecimila euro al mese anche se la richiesta complessiva era di ventimila. Ma non erano solo per me». L’alto dirigente nel verbale parla anche di presunti rapporti tra la cooperativa La Cascina e i vertici di Ncd. «Ritengo che in qualche modo La Cascina finanziasse la creazione di Ncd. In occasione della prima uscita pubblica di Ncd, a Bari, Menolascina mi disse che ci sarebbe stata una cena a casa della sorella col ministro Lupi». Odevaine - secondo quanto si legge nell’ordinanza del gip Flavia Costantini «riceveva da Cammisa, Ferrara, Menolascina e Parabita la promessa di una retribuzione di 10.000 euro mensili, aumentata a euro 20.000 dopo l’aggiudicazione del bando di gara del 7 aprile 2014». La cifra - spiega il gip - è il «prezzo (...) per il compimento di atti contrari ai doveri d’ufficio come componente delle commissioni di aggiudicazione delle gare indette per la gestione dei servizi presso il Cara di Mineo».
"Io, Buzzi, Ncd e i ventimila euro per me"
Luca Odevaine spiega al giudice i presunti legami tra Coop, politica ed emergenza profughi
