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«Pochi i soldi per i danni subiti Si rischia il fai da te»

«La proposta del nostro piano non è l’abbattimento dei cinghiali, ma la cattura con trappole e la vendita di animali vivi». No ai fucili da Francesca Marini del Servizio Aree protette e parchi della...

«La proposta del nostro piano non è l’abbattimento dei cinghiali, ma la cattura con trappole e la vendita di animali vivi». No ai fucili da Francesca Marini del Servizio Aree protette e parchi della Città metropolitana di Roma capitale, almeno nei 6 polmoni verdi dell’ex Provincia, che ha realizzato il progetto «Monitoraggio e gestione del lupo». La presenza del lupo è stata segnalata annualmente in 22 Comuni dell’ex provincia: farete anche un monitoraggio dei cinghiali? «Ci vorrebbe una politica di più ampio respiro per poter affrontare i problemi in maniera coerente, sia per i cinghiali che per i lupi, entrambi con esigenze territoriali ampie. Gli strumenti ci sarebbero ma dipende dalla volontà politica dei diversi enti che hanno competenze sulla gestione faunistica, ma non in maniera integrata». Sono i conflitti di competenze a generare ritardi nei rimborsi per i danni subiti? «Le risorse regionali sono sempre meno e la politica degli indennizzi non funziona: allevatori e agricoltori sono sempre più agguerriti e finiscono per utilizzare i loro metodi». I lupi a Roma Nord hanno una presenza stabile? «Segnalazioni di individui senza evidenze scientifiche. A Castel di Guido c’è un’indagine genetica per stabilire se c’è un nucleo riproduttivo».

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