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Terrorismo, biglietti nominativi in treno

Controlli ai raggi X su passeggeri e bagagli come negli aeroporti Dopo il tentato attentato in Francia l’Europa vuole misure severe

Biglietti nominativi e guardie armate sui treni ad alta velocità contro il rischio terrorismo. Ne hanno discusso ieri a Parigi i ministri europei degli Interni, funzionari dei trasporti e rappresentanti dell’Unione Europea per valutare come rafforzare la sicurezza sui convogli e migliorare lo scambio di informazioni tra Paesi, dopo che il 21 agosto è stato sventato un attacco terroristico sul Thalys, il treno ad alta velocità che corre fra Amsterdam, Bruxelles e Parigi. All’incontro, convocato dal ministro francese degli Interni Bernard Cazeneuve, hanno partecipato Germania, Italia, Spagna, Olanda, Lussemburgo, Svizzera e Gran Bretagna. Per la Commissione Europea sono intervenuti il commissario per gli Affari Interni Dimitris Avramopoulos e la collega dei Trasporti Violeta Bulc, oltre al responsabile per l’antiterrorismo Gilles de Kerchove. Fra le proposte sostenute dalla commissione vi sono di l’installazione telecamere di sorveglianza su tutti i treni ad alta velocità, un miglior addestramento del personale ferroviario per i casi di emergenza e l’impiego di guardie armate in alcuni casi. Oltre all’emissione di biglietti nominati collegati al posto da occupare, in modo da sapere sempre chi sta viaggiando su un convoglio e in quale carrozza e poter fare, in caso di necessità, controlli sull’identità. La questione dei controlli d’identità aprirebbe numerosi problemi riguardo lo spirito della libera circolazione di Schengen. «Misure di sicurezza senza rinunciare alla libertà di circolazione. Il testo approvato». Così su Twitter il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Graziano Delrio. Sul tavolo c’è pure la possibilità di effettuare controlli in stile aeroporto (su passeggeri e bagagli portati a bordo) nelle principali stazioni. Ipotesi che vede, però, molti oppositori perché l’elevato numero di passeggeri sulla rete ferroviaria rendere le verifiche troppo complicate e rischierebbe di rallentare il traffico. Maggiori poteri di controllo di passeggeri e bagagli potrebbero essere affidato a personale diverso dalla polizia e potrebbero inoltre essere aumentate le pattuglie di sorveglianza miste sui treni come già accade per squadre di poliziotti belgi e francesi. «La minaccia terroristica onnipresente sta cercando di minare la nostra libertà», ha affermato il ministro degli Interni francese Bernard Cazeneuve, sottolineando quanto sia necessario che questo venga evitato. Le nuove disposizioni cercheranno, quindi, di armonizzare la necessità di controlli più stringenti all’esigenza di italiani, francesi, inglesi, spagnoli di muoversi liberamente in Europa. Altrimenti sarebbe la fine dell’Ue e dello spirito per cui è nata. Da parte sua, il ministro degli Interni tedesco Thomas de Maiziere ha precisato di non volere «controlli sistematici approfonditi di persone e bagagli sui treni in Germania e in Europa», ma ha comunque chiarito che i Paesi dovrebbero collaborare meglio attraverso la condivisione di informazioni sui sospetti. Il tema della sicurezza ferroviaria non si è concluso con la riunione di ieri. L’8 ottobre prossimo i ministri dei Trasporti dell’Unione europea torneranno ad incontrarsi per discutere della questione.

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