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Aumentano le vittime della strada anche nel Lazio

Strade italiane sempre più mortali. A dirlo il Primo piano di Polizia moderna, realizzato in collaborazione con la Polizia stradale e basato sui dati rilevati da Polizia di Stato e Carabinieri....

Strade italiane sempre più mortali. A dirlo il Primo piano di Polizia moderna, realizzato in collaborazione con la Polizia stradale e basato sui dati rilevati da Polizia di Stato e Carabinieri. Novecentosettantadue le vittime da gennaio a luglio, contro le 952 dello stesso periodo del 2014. Un vero «tracollo» dopo una relativa quiete durata 12 anni, dal 2001 al 2013, dal quale non è escluso il Lazio: a fronte dei 28 incidenti mortali che si sono verificati tra giugno e luglio del 2014, negli stessi mesi di questa estate a perdere la vita sono state 40 persone. Perfino il comune di Rieti, che l’anno scorso non aveva visto le proprie strade sporcarsi di sangue neanche una volta, ha registrato il triste record di tre vittime. Sei a Frosinone, come nel 2014, 12 a Latina (il doppio dell’anno precedente), 4 a Viterbo (tre in più) e 12 a Roma, in controtendenza con un calo di tre incidenti mortali rispetto ai mesi di giugno e luglio dello scorso anno. All’origine del picco di sinistri gli eccessi di velocità, l'irresponsabilità dei conducenti al volante dopo aver consumato alcol e droghe, ma anche l'abitudine ormai comune di mandare messaggi, scrivere email o scattare selfie. La maggioranza dei sinistri nei tratti urbani e durante le ore notturne, come confermato giorni fa anche dagli agenti della Polizia Locale di Roma. Per brevi percorsi la cintura di sicurezza è spesso un optional, soprattutto nei sedili posteriori dove i passeggeri rischiano, in caso di incidente, di essere catapultati fuori dall’auto e di venire travolti dalle altre auto che sopraggiungono. «Il Servizio polizia stradale - così il Primo piano - ha già iniziato a mettere in atto nuove strategie per la sicurezza, con controlli più severi e l’esigenza di maggiore manutenzione dei veicoli». Causa anche la crisi, infatti, le macchine degli italiani sono sempre più datate e inaffidabili, per questo «verifiche sulle revisioni, con particolare attenzione ai pullman che accompagnano le scolaresche, sono comprese in queste misure ad hoc».

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