La Procura della Repubblica di Palermo ha aperto un’inchiesta per omicidio plurimo per i 52 morti nella stiva di un barcone soccorso dalla nave svedese «Poseidon», che in serata ha sbarcato nel porto del capoluogo siciliano anche 571 rifugiati. L'indagine è affidata alla Squadra mobile e coordinata dai procuratori aggiunti Maurizio Scalia e Leonardo Agueci e dai sostituti Geri Ferrara, Renza Cescon e Annamaria Picozzi. Nel fascicolo aperto dalla Procura oltre che l'omicidio plurimo viene formulato anche il reato di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. Ma è lo sfogo del procuratore Scalia a fare scalpore: «Mi dispiace ammetterlo, ma siamo in serie difficoltà nella gestione delle indagini sui trafficanti di uomini e sulle tragedie in mare, come quella dei 52 morti - ha detto - Al momento il pool da me coordinato è composto da sette magistrati, ma non bastano. Dovremo ampliarlo ulteriormente. Abbiamo già dato incarico a diversi medici legali di effettuare l'esame autoptico ma le difficoltà sono enormi. Anche per trovare degli interpreti per i testimoni, per gli incidenti probatori. Perché molti dei testimoni che abbiamo ascoltato non vogliono restare a Palermo, ma vogliono lasciare al più presto il paese». «Sia noi che la Polizia siamo in difficoltà perché dobbiamo gestire tante situazioni - ha spiegato ancora Scalia - Lo sbarco in sé ci da problemi relativi perché è un tipo di lavoro standardizzato e sappiamo come muoverci. Però c'è il problema che si sono accumulati nell'ultimo periodo una serie di sbarchi, con l'arresto di diversi scafisti. I colleghi che sono già impegnati su questo fronte avranno adesso una serie di scadenze e di udienze, ecco perché parlo di difficoltà. È necessario ampliare per questo motivo il gruppo».
Sos della Procura: «Siamo pochi»
La Procura della Repubblica di Palermo ha aperto un’inchiesta per omicidio plurimo per i 52 morti nella stiva di un barcone soccorso dalla nave svedese «Poseidon», che in serata ha sbarcato nel...
