Recarsi in Iran piene di entusiasmo e dovere constatare di trovarsi in un paese dove le donne, anche le turiste straniere, sono tutte soggette a molestie sessuali nell'indifferenza generale. Giulia Innocenzi, la nota spalla femminile di Michele Santoro, ha raccontato questa sua disavventura nel proprio blog intitolando il post «Due donne sole in Iran: quello che gli uomini non dicono». Basta leggere i titoli dei capitoletti per rendersi conto di che si tratta: «Palpate al sedere», «Uomini che fanno mostra del proprio pene», «Aggressione fisica - questa è la cosa peggiore che ci è successa». La disavventura dell'ostensione genitale, a lei e amica, sarebbe addirittura avvenuta all'interno del complesso che ospita la grande moschea di Ishafan: «..Passa l'inserviente che ci vede sedute lì, torna indietro e... Voilà! Ci omaggia tirando il pene fuori dai pantaloni e passeggiando davanti a noi affinché possiamo vederlo. Incredibile. Il tutto a 5 metri dalla biglietteria». Si raccontano poi altre storie del genere e si conciona sull'impossibilità di coinvolgere la polizia in una denuncia. Benvenute nella patria dell'Islam sciita, verrebbe da dire, dove tutte queste cose e altre ancora, sempre in tema di mancato rispetto delle donne da parte degli uomini, erano state già «scoperte» e soprattutto narrate da una certa Oriana Fallaci. Una giornalista che però, nelle trasmissioni condotte dalla Innocenzi e dal suo scopritore Michele Santoro, viene trattata come una sorta di isterica fascista. In coda al post del blog (http://giuliainnocenzi.blogspot.it/2015/08/due-donne-sole-in-iran-quello-che-gli.html) ci sono anche svariati commenti di chi segue la Innocenzi su facebook e sui social media. E a dire il vero nessuno le è favorevole e molti si dichiarano anche scettici. Alcuni erano irriferibili e sono stati rimossi. Altri giudicavano pessima la qualità del pezzo nel blog, tutti sostenevano che non essersi rivolti alla polizia fosse stato da parte della Innocenzi un grave errore con inclusi sospetti di «dare false informazioni» a sfondo discriminatorio. Una sorte di legge del contrappasso per una giornalista che non manca mai di invitare un'islamica velata nelle proprie trasmissioni su La7.
Giulia e la «mano morta» dell’Islam
Dimitri Buffa Recarsi in Iran piene di entusiasmo e dovere constatare di trovarsi in un paese dove le donne, anche le turiste straniere, sono tutte soggette a molestie sessuali nell'indifferenza...
