Ennesima ecatombe a bordo delle carrette del mare che continuano a traghettare disperati dalle coste nordafricane all’Italia. Cinquanta cadaveri sono stati scoperti nella stiva di un barcone soccorso dalla nave svedese Poseidon, impegnata nell’operazione Frontex dell’Unione europea. L’unità svedese aveva già soccorso altri 130 migranti su un gommone ed è stata poi dirottata sulla seconda imbarcazione. Qui la macabra scoperta mentre altri 439 profughi sono stati tratti in salvo. Le operazioni di soccorso nel Canale di Sicilia solo ieri sono state una decina, un migliaio i migranti coinvolti. Oltre a quelli trasbordati sulla nave svedese, altri 112, tra cui 23 donne e 7 minorenni, sono stati portati al sicuro dalla nave Fiorillo. In un altro tratto di mare, dove lavorano tre unità della Guardia Costiera, sono state recuperate 225 persone mentre altre 500 (ma il numero non è definitivo) hanno potuto beneficiare dell'intervento di recupero di un'unità navale irlandese. Alla lista dei decessi si deve aggiungere quello di un migrante, soccorso dalla nave Cp904 delle capitanerie di porto. L’uomo è morto per arresto cardiaco nonostante l’intervento del team medico della nave Aviere della Marina militare che non ha potuto far altro che constatare il decesso. La nave Grecale, invece, è riuscita a soccorrere un altro profugo intossicato da monossido di carbonio a bordo della nave Phoenix. E questo è un altro rischio mortale per chi fugge dalle coste libiche. Lo hanno raccontato anche alcuni dei 466 immigrati sbarcati a Pozzallo (Ragusa) dalla nave «Diciotti» della Guardia costiera. «Stavamo per morire. Abbiamo sfondato la botola per respirare» hanno detto. I migranti erano su due diversi barconi, uno dei quali trasportava 350 persone. È su questo natante che i passeggeri, come già accaduto in tante traversate, erano stati rinchiusi sottocoperta. Sono sopravvissuti solo grazie alla prontezza di alcuni di loro che hanno sfondato un boccaporto per far passare l'area. Gli scafisti del barcone sono stati arrestati dalla Squadra mobile di Ragusa. Sono un tunisino ed un marocchino accusati di associazione a delinquere finalizzata al favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. Altre tre donne sono state rinvenute senza vita a bordo di un gommone con 120 persone soccorso nel tardo pomeriggio dalla Grecale. Sempre ieri sono sbarcati a Catania 218 migranti soccorsi dalla nave della Marina militare croata Andrija Mohorovi. Tra di essi anche una vittima. Altri sbarchi a Lampedusa: 120 migranti soccorsi da due motovedette della Guardia costiera a circa 40 miglia a nord delle coste libiche. Tra di loro 17 donne, cinque delle quali incinte, e due bambini. Secondo l’Unhcr, l’organismo dell’Onu per i rifugiati, dall’inizio dell’anno sono circa 2.500 i profughi morti nel Mediterraneo su oltre 193.000 arrivi, in gran parte (43%) siriani.
Altri 50 profughi morti sottocoperta
Tragica scoperta dei soccorritori svedesi. Tre donne decedute su un gommone
