Migliaia di «paperoni» del Lazio devono iniziare a «tirare le somme». Non nei rispettivi conti bancari, ma per capire se hanno commesso o meno reati fiscali. Perché sui loro soldi già è finita la lente d’ingrandimento della Guardia di Finanza, che sta passando al setaccio oltre mille posizioni bancarie di chi ha trasferito ingenti capitali all’estero, precisamente negli istituti di credito di San Marino. Tremano infatti 1.331 persone che hanno portato il denaro lontano dalle banche italiane e 179 invece le società che hanno compiuto la stessa operazione finanziaria. Le Fiamme Gialle di Forlì e i reparti speciali della Finanza, coordinati dal procuratore Sottani, stanno infatti esaminando la movimentazione bancaria di chi dal 2009 al 2014 ha trasferito i soldi in uno dei paradisi fiscali. Soltanto nel Lazio sono 1.510 le posizioni che stanno vagliando i finanzieri: tra persone fisiche e società solamente nella Capitale sono 1.285, a Frosinone 55, a Latina 90, a Rieti 22 e a Viterbo 58. Allo stato non si può comunque stabilire che tutte le movimentazioni bancarie siano illecite, ma sicuramente tutte saranno scandagliate dai finanzieri che hanno avuto la delega dalla procura romagnola. Un dato certo, allo stato, è che sono molti i «paperoni» nel Lazio. E molti di loro, in questo periodo, rischiano accuse pesanti se la Finanza scoprirà che hanno portato il denaro in maniera illegale all’estero. I reati ipotizzati finora dai magistrati sono riciclaggio ed evasione fiscale. Nel mirino sono finiti manager, professionisti e imprenditori: tra loro molti sono personaggi noti. Il «malloppo» sul quale hanno puntato l’attenzione le Fiamme Gialle è decisamente ingente nel Lazio. Ma se si prendono in considerazione tutti i «paperoni» italiani che hanno trasferito il denaro a San Marino le cifre schizzano: secondo la Finanza, infatti, le movimentazioni finanziarie, in entrata e in uscita tra l’Italia e la Repubblica del Titani, sono pari a 33 miliardi di euro. Una cifra che fa riferimento a 58.841 soggetti: 26.953 sono italiani, e 31.888 sammarinesi o residenti all’estero. All’attenzione delle Fiamme Gialle, anche la possibilità che chi ha portato denaro a San Marino possa avere legami con organizzazioni criminali. Gli accertamenti partono dal 2009 proprio perché gli istituti del Titano hanno cominciato a dare attuazione agli obblighi antiriciclaggio concernenti l’adeguata verifica e l’adeguata verifica rafforzata, che in Italia è contemplata dall’articolo 28 del decreto legislativo n. 231/2007. L’inchiesta romagnola potrebbe anche accelerare le richieste dei clienti italiani ad aderire entro il 30 settembre alla «collaborazione volontaria» con il fisco italiano per far rientrare capitali nel Belpaese. Molti, comunque, non sanno che le Fiamme Gialle stanno sulle loro tracce: finora, secondo i primi accertamenti, la maggior parte dei soldi sono partiti per San Marino dalle regioni del Centro Italia, soprattutto Emilia Romagna e Marche.
Ecco i "paperoni" evasori nel Lazio
Sono 1.510 i soggetti che hanno portato i soldi a San Marino tra il 2009 al 2014. Indagini della Guardia di Finanza su legami con le organizzazioni criminali. LEGGI ANCHE Sfuggire a Equitalia non è impossibile
