L’estate sta finendo ma non porterà solo un abbassamento delle temperature perché settembre, come cantava anni fa Peppino Gagliardi, poi verrà ma senza portare nuovi amori. Semmai divorzi. Perché se hai tradito tua moglie on line, comincia a tremare e a preparare pure le valigie. Oggi sotto l’ombrellone non si parlerà d'altro. La notizia secca recita che «Ashley Madison», ovvero il sito mondiale numero uno per incontri extraconiugali, è stato posto sotto attacco da un gruppo di hacker, moralizzatori o giustizieri, fate voi, che si celano dietro il nome di «Impact Team» che nel mese di luglio è riuscito ad entrare nel data base di Ashley Madison, rubando tutti i dati e poi diffondendoli on line. E cosa mai vuoi che sia? Ve lo spieghiamo: 32 milioni di nomi e cognomi, mail, preferenze sessuali, transazioni bancarie per l’iscrizione al sito che prometteva incontri con donne dalla stessa vogliosità, riconducibili a scappatelle coniugali facili facili che faranno pure sorridere gli avvocati che come avvoltoi sono pronti a gettarsi sulla preda ferita (le mogli tradite), ma anche a mettere in mutande, nel vero senso della parola, quei poveri 32 milioni di disgraziati che si sono avventurati in storie erotico sessuali, ma che adesso rischiano di mandare letteralmente a puttane il loro bel matrimonio. Ed è quanto meno sciocco rifugiarsi dietro il classico «errore», perché mail e carta di credito sono dietro l’angolo anzi, sul file, a sbugiardare i trasgressori. AshleyMadison è controllata dalla canadese Avid Life Media e da altri due siti d’incontri, Established Men e Cougar Life. Gli hacker moralizzatori hanno invitato la società a chiudere i siti. Il motivo dell’attacco è che il costo di cancellazione del proprio profilo, sarebbe di 19 dollari che avrebbero generato un guadagno di quasi 2 milioni di dollari nel 2014. Ma la cancellazione, secondo gli hacker sarebbe una bugia. E allora ecco l’assalto spietato ad Ashley Madison. Il bello, ma non troppo, che l'home page del sito è un invito alla trasgressione. Un volto di donna, due labbra rosso fuoco e l’indice della mano sul naso e una serie di scritte come «la vita è breve, concediti un'avventura». Il sito, che conta circa 37 milioni di iscritti, si pregia poi del premio sicurezza, discreto al 100%. Basta un click, ti registri e sei in rete e ti appaiono sventole di donne che fanno sbavare solo a guardarle. Pensa a poterle vedere da vicino, toccare con tutto quello che segue. E allora che fai? Ti butti, altro che. In fondo la vita è breve. La sicurezza e l’affidabilità del sito non si discute e allora, vai col tango anzi, con la scappatella. Di tradimenti è pieno il mondo, da Tim Burton a Johnny Depp, da Brad Pitt al Principe Carlo, costati profumatamente in sede di tribunali. Come rischiano di costare altrettanto questi tradimenti on line. Perchè adesso i nomi sono tutti riportati in un sito che non è facile aprire perchè c’è stata la corsa da parte delle mogli tradite a cercare la prova che il proprio uomo non è poi integerrimo come vorrebbe far credere. E sotto l’ombrellone non si parla d’altro. Il traditore tradito dall’agenzia che riteneva inviolabile, convinto che i suoi vizi fossero solo una cosa riservata ma che da ieri conoscono in tutto il mondo. Ma è anche il segno dei tempi che cambiano perché una volta c’erano le comari, quelle che sbirciavano dietro una finestra, quello che non le vedevi mai in giro ma che sapevano tutto e di tutti, pronte a spifferare la sacra notizia alla cornuta di turno. Oggi che le comari sono quasi totalmente estinte, ecco internet, la rete che se non la usi col cervello fa più danni dello tsunami nel sudest asiatico. Facile cadere nella trappola, non certo del sito, nato ovviamente con determinati...scopi, quanto di questi moralizzatori di cui il mondo farebbe volentieri a meno e che hanno messo sul lastrico 32 milioni di persone. Perché come diceva Tinto Brass, sono solo «botte di allegria», perché al sito erano iscritti per la maggior parte uomini, ma anche donne, tanto per par condice. Perché il richiamo alla trasgressione non ha sesso. Ma adesso sono botte autentiche, soprattutto quelle delle mogli tradite. Piatti rotti, la lampada in cristallo della sala tirata addosso al marito fedifrago, in molti casi professionisti e politici. Ecco perché i traditori hanno paura. Tra loro 15mila email appartengono a uomini di governo americano, altre riconducibili alla Casa Bianca, alla Nasa, all’Onu e persino al Vaticano. Addirittura un profilo porta al nome di Tony Blair, ma chissà se coincideranno pure mail e carta di credito. Niente di più facile si tratti di un fake. Insomma un vaso di Pandora scoperchiato che rischia di avere ripercussioni pesantissimi, non solo sui privati in cerca di scappatelle, ma anche di uomini politicamente molto in alto. Scappatelle con gusto, sono in un file di circa dieci giga, dove c’è scritto tutto, nome, cognome, mail, conti pagati e persino le fantasie sessuali. Trentadue milioni di persone rovinate. E non è un paradosso quando si dice mandare a puttane una vita.
La caduta degli infedeli
Attacco al sito per incontri extraconiugali: online 32 milioni di nomi. Tremano gli adulteri di tutto il mondo Tra le «vittime» anche personaggi eccellenti
