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«Bisogna fare in fretta, il bimbo deve essere nutrito»

Ernesto Caffo, fondatore e presidente di Telefono Azzurro. parla della vicenda del bambino delle "coppia dell'acido"

«Questa situazione non deve diventare pretesto per una battaglia tra chi è a favore e chi è contrario. L’unico interesse da perseguire è quello del futuro del bambino». Non ha dubbi Ernesto Caffo, fondatore e presidente di Telefono Azzurro. Il futuro del figlio di Martina Levato – la studentessa della Bocconi che ha partorito nel giorno di Ferragosto condannata a 14 anni di reclusione per l’aggressione con l’acido ai danni del suo ex compagno – deve essere l’unico obiettivo. In trasferta negli Stati Uniti per qualche giorno, l’ideatore della linea diretta per la protezione dei più piccoli è convinto che l’elemento chiave sia uno soltanto: «Bisogna fare in fretta, e dopo avere valutato la situazione, serve decidere». Professore Caffo che idea si è fatto dell’intera vicenda? «È difficile dare un giudizio di merito, siamo di fronte a una storia complessa e le parole vanno lette con attenzione. L’unica cosa certa è che il bambino deve trovare la serenità con figure genitoriali stabili e competenti». Dopo l’apertura della procedura di adottabilità, il giudice potrebbe decidere di togliere il bambino alla madre. È d’accordo? «Certo i genitori hanno compiuto reati molto gravi e in questo caso è il buon senso oltre che la legge a prevedere una profonda riflessione. Ora la scelta tocca al giudice che deciderà in base alle varie perizie e a tutte le valutazioni del caso. Quello che è certo è che il bambino deve trovare protezione nelle figure genitoriali e che i due genitori siano in grado di farlo crescere nel migliore dei modi». Da ieri la madre del piccolo può incontrare il proprio bambino per un’ora al giorno, ma non può allattarlo direttamente. «Quello che conta veramente in questo momento di grande incertezza, è che il bambino abbia una alimentazione adeguata». Sull’affidamento del bambino si è scatenato l’ennesimo putiferio mediatico che sembra dimenticarsi che al centro di tutto c’è il futuro di un bimbo nato appena una manciata di giorni fa. «In gioco ci sono fattori di visibilità: visibilità che molti cercano di ottenere, siano essi familiari, avvocati o esperti del caso. Sono preoccupato per la sorte del bambino perché è difficile trovare l’equilibrio necessario per prendere le decisioni opportune. Si nota la grande incertezza da parte di tutti nel prendere la decisione giusta. Serve decidere con coraggio. Mi auguro che tutto si fatto nell’interesse del bambino».

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