A Roma non passa lo straniero. E nei tre musei coinvolti nelle nuove nomine hanno la meglio tre donne. L’ultimo «highlander» dell’amministrazione ministeriale sopravvissuto all’umiliante falcidia interna è Anna Coliva, confermata alla guida della Galleria Borghese, dove lavora dal 1994 e da lei diretta fin dal 2006. È considerata uno dei massimi esperti internazionali della Galleria Borghese e della sua collezione, tanto da aver ricevuto la Légion d'Honneur dal Presidente della Repubblica Francese. La sua candidatura sembrava aver subito un duro colpo recentemente per le tante critiche ricevute per aver ospitato nel museo di Villa Borghese la mostra dello stilista tunisino Azzedine Alaia i cui abiti sono stati messi a confronto con le straordinarie sculture di Bernini e Canova come per sottolineare il valore paritetico fra arte e moda. Previsioni confermate per l’approdo alla guida della Galleria Nazionale d’arte moderna e contemporanea di Cristiana Collu, 46 anni, già direttrice del Mart di Rovereto e prima ancora, per molti anni, del MAN di Nuoro La sua capacità di immaginare mostre sorprendenti e il deciso spirito manageriale l’hanno fatta preferire a due candidati forti come Danilo Eccher e Bartolomeo Pietromarchi. La sua prima emergenza sarà quella di trovare nuovi fondi per un museo in miseria e cannibalizzato in termini di risorse dal MAXXI. La vicenda veramente emblematica dell’abbandono in cui giace la GNAM è quella della chiusura per mancanza di manutenzione del cosiddetto Giardino delle Fontane che si affaccia su via Aldrovandi, con le opere di Lucilla Catania, Cloti Ricciardi e soprattutto di Maria Dompè che ha creato l’unica opera al verde di un museo pubblico italiano, il «Giardino dell’Anima». Alle Gallerie nazionali d’arte antica (Palazzo Barberini e Galleria Corsini) arriva invece Flaminia Gennari Santori, 47 anni, che dal 2008 lavora presso il Vizcaya Museum and Gardens di Miami (Florida), dove è stata vice-direttore e curatore. In precedenza è stata assegnista di ricerca al Metropolitan Museum of Art di New York e presso altre istituzioni museali statunitensi. E’ una dei quattro italiani tornati dall’estero per mettersi alla prova in patria. La sua prima sfida sarà quella di richiamare visitatori a Palazzo Corsini, noto praticamente solo agli addetti ai lavori.
Tre «lady di ferro» alla guida delle strutture romane
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