Martina Levato, la studentessa condannata a 14 anni di carcere per aver sfregiato con l’acido un ex compagni di studi, potrà vedere una volta al giorno, in presenza di operatori sociosanitari, il figlio dato alla luce il giorno di Ferragosto. Lo hanno deciso i giudici del Tribunale dei minori di Milano dopo sette ore di camera di consiglio. E lo ha fatto già ieri sera. Il dispositivo infatti gli consentiva di vederlo immediatamente. Con il provvedimento i magistrati hanno anche confermato l’apertura della procedura di adottabilità del bimbo nato dalla relazione tra Marita Levato e Alexander Boettcher. La richiesta di aprire l’iter per l'adozione del bimbo era stata formulata dal pm dei minori Annamaria Fiorillo nei giorni scorsi. Nel frattempo mamma e figlio, una volta dimessi dalla clinica Mangiagalli, verranno trasferiti all’Icam, la struttura che raccoglie le madri detenuti con figli piccoli. Nel procedimento di adozione, per il momento di sono costituiti solo i nonni materni, in attesa che si perfezionino le procedure di riconoscimento del bimbo da parte di Alexander Boettcher. Solo allora la mamma e il padre del compagno di Martina Levato potranno entrare in gioco per chiedere l’affidamento del piccolo. Nel provvedimento di tre pagine, i giudici affidano momentaneamente il neonato al Comune con la nomina di un tutore dal momento che la potestà genitoriale di Martina e Alexander è stata sospesa con la pena accessoria che ha accompagnato la sentenza di condanna a 14 anni di carcere per l’aggressione con l’acido. Il provvedimento viene definito dall’avvocato Laura Cossar, che rappresenta i nonni materni, «sobrio, equilibrato e motivato. Ora metteremo in campo tutte le nostre competenze nell’iter per l’adozione. Per il momento esprimiamo grande soddisfazione per la decisione dei giudici», afferma il difensore. Il relatore della procedura di adozione sarà il giudice Gorra, uno dei componenti del collegio che ieri ha deciso di dare l’opportunità alla mamma di vedere il figlio, e magistrato di grande esperienza. I genitori di Martina Levato «sono felicissimi» per la decisione del tribunale dei minori di Milano che consente alla figlia di vedere una volta al giorno il nipote nato dalla relazione con Alexander Boettcher, riferisce ancora l’avvocato Laura Cossar. La mamma e il papà di Martina Levato erano in visita alla figlia alla clinica Mangiagalli quando hanno appreso la notizia della decisione dei giudici. In mattinata intanto, il padre del bimbo Alexander Boettcher, anch’egli condannato a 14 anni per l’aggressione con l’acido e considerato "mente" del feroce agguato, che non ha ancora potuto riconoscere il figlio aveva scritto una lettera al garante dei detenuti e all’amministrazione comunale, il suo avvocato, Alessandra Silvestri. Il riconoscimento di Boettcher è un atto necessario affinché i suoi genitori, nonni del piccolo, possano prendere parte alla procedura di adottabilità aperta nei giorni scorsi su disposizione del pm dei minori Annamaria Fiorillo.
Martina Levato può vedere il figlio
Concessa una visita al giorno per la condannata per l’aggressione con l’acido dell’ex Disposta la procedura per adottare il piccolo nato la notte di Ferragosto
