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Immigrati, nave norvegese soccorre barcone. A bordo 49 morti

Tra i profughi 312 superstiti. Alfano: "Se non risolviamo il problema Libia ci saranno altre tragedie"

Nuova tragedia nel canale di Sicilia. Una folla di disperati provenienti da Senegal, Burkina Faso, Marocco, India, Egitto, Bangadlesh, Congo e Niger è approdata a Catania. Sono sbarcati dalla nave norvegese "Siem Pilot". A bordo 312 superstiti e le salme dei 49 migranti morti all'interno della stiva del barcone soccorso al largo delle coste libiche dal pattugliatore della Marina Militare, Cigala Fulgosi. Altri 104 a bordo di un gommone sono stati soccorsi dalla nave tedesca Werra e trasferiti poi sull'imbarcazione norvegese. Le operazioni di accoglienza sulla banchina, coordinate dalla Prefettura di Catania, sono affidate a una task force formata dalla Croce a Rossa, dalle organizzazioni umanitarie e dalle associazioni di volontariato, oltre alle forze dell'ordine e alla Guardia Costiera. Le vittime - tutti uomini- erano nella stiva del barcone perché avevano pagato ai trafficanti un prezzo minore rispetto ai compagni di viaggio sistemati sul ponte. La morte sarebbe stata causata dai gas di scarico dei motori. La procura della repubblica di Catania ha aperto una inchiesta per identificare gli scafisti e risalire ai responsabili della strage. Il commento di Alfano "Non sarà l'ultima tragedia se non si risolve il problema della Libia", ha commentato il ministro dell'Interno, Angelino Alfano. La richiesta di aiuto è giunta, come di solito avviene, con una telefonata da un satellitare. E' stata dirottata quindi in zona la nave Cigala Fulgosi della Marina Militare. L'elicottero del pattugliatore alle 7 di ieri mattina ha localizzato l'imbarcazione a soli venti miglia dalla Libia. Ferma, stracarica di passeggeri, solo pochissimi dei quali con un giubbotto salvagente. Il comandante del Cigala Fulgosi, il capitano di fregata Massimo Tozzi, a raccontare cosa si sono trovati davanti i soccorritori: "Una scena terribile: decine di corpi senza vita ammassati uno sull'altro nella stiva, mentre le donne si disperavano per i loro cari morti". Nessuna traccia di scafisti e la nave non sembrava governata. Il barcone era partito presumibilmente da poche ore. Ma era talmente carico che la sua sorte era segnata. L'intervento della Marina ha evitato che la tragedia fosse ancora più pesante.

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