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Barcone soccorso al largo della Libia: almeno 40 morti

I profughi deceduti nella stiva per soffocamento. Alfano: "Non sarà l’ultima tragedia se non si risolve il problema alla radice"

Nuova strage nel Mediterraneo. Su un barcone soccorso da una nave della Marina italiana a poche miglia dalla costa libica si trovavano almeno 40 nella stiva. "Non sarà l’ultima tragedia se non si risolve il problema della Libia", ha commentato il ministro dell’Interno, Angelino Alfano. Il pattugliatore Cigala Fulgosi è intervenuto nella mattinata di ieri a circa 20 miglia dalle coste della Libia, dove una piccola imbarcazione con quasi 400 persone stipate si trovava in difficoltà. Tratti in salvo 312 persone, tra cui 45 donne e 3 minori. Molti sono morti probabilmente per l’inalazione di combustibile. In tutto sono stati 719 i migranti tratti in salvo nella giornata di oggi in tre diverse operazioni che hanno riguardato due barconi e un gommone. "Il mondo - ha sottolineato Alfano - non può attendere di fronte alla crisi della Libia che è un vulcano acceso non di fronte all’Italia, ma all’Europa. O la comunità internazionale è in grado di risolvere la situazione lì o la tragedia di oggi non sarà l’ultima". Il ministro ha risposto anche alle critiche del segretario generale della Cei, mons. Galantino: "Noi facciamo un mestiere diverso dalla chiesa e comunque dò per buona la rettifica delle parole di monsignor Galantino e non quello a lui in un primo momento attribuito". E comunque, ha aggiunto, "noi facciamo fino in fondo quello che è il dovere di una grande democrazia: salviamo vite e rimpatriamo chi non fugge da guerre o da persecuzioni, ma arriva illegalmente sul nostro territorio".

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