Il segretario generale della Cei, monsignor Galantino, accusa il governo italiano di non fare abbastanza sul fronte migranti. Vediamo allora quanto spende lo Stato per l’accoglienza dei profughi. Quest’anno i soldi che serviranno a ospitare i rifugiati ammontano a circa un miliardo e cento milioni di euro. Nel 2014 l’«investimento» per gli immigrati si aggirava sugli 825 milioni. Nel 2013 sfiorava i 200 milioni. In pratica, negli ultimi tre anni, cioè da quando l’emergenza sbarchi ha raggiunto le dimensioni di un esodo epocale, il governo ha messo in campo più di due miliardi di euro (2,16 per la precisione). All’incirca la metà del ricavato annuale dell’Imu sulla prima casa. Ma come si arriva a queste cifre? Gli immigrati ospitati in Italia come rifugiati o aspiranti tali a inizio giugno erano circa 80mila e, con i flussi migratori attuali, si stima possano arrivare come minimo a 90mila entro la fine dell’anno. La spesa media per accogliere questi profughi è di circa 35 euro (45 se minori). Un ammontare che può variare da regione a regione e può arrivare anche a 37 euro, come nel caso del sindaco di Telgate, in provincia di Bergamo, che in un’intervista a Il Tempo ha proposto di destinare gli stessi soldi agli italiani sotto una determinata soglia di reddito. Ecco che si arriva al miliardo e cento milioni di quest’anno. Una spesa in continuo aumento, che va di pari passo con i flussi migratori. Nel 2014, infatti, i richiedenti asilo erano 64.400 (fonte Eurostat) mentre nel 2013 erano solo 14.500. Ma torniamo alle rete dell’accoglienza. In Italia è divisa su tre fronti: i Cara (centri di accoglienza per richiedenti asilo), le strutture temporanee e i centri che fanno parte dei progetti Sprar (Sistema protezione dei richiedenti asilo). Ovviamente, i soldi stanziati non finiscono nelle tasche dei migranti. A loro sono destinati circa 2,5 euro al giorno. Il resto dei 35 euro serve per pagare le strutture pubbliche e le cooperative che li accolgono. I rifugiati godono anche di alcuni benefit. Dalle sigarette ai corsi di lingua, dai kit per la persona (shampoo, rasoio, scarpe, asciugamani, ciabatte e magliette) alle schede telefoniche. Eppure tutto questo, in molti casi, non viene apprezzato. Ci sono stati casi in cui si sono lamentati perché non avevano l’aria condizionata o perché c’erano troppe zanzare. Hanno protestato addirittura perché non avevano la connessione wi-fi (è accaduto a Roma). Senza contare che spesso, dopo essere stati accolti, scappano via e finiscono nei palazzi occupati, dove vivono in condizioni a dir poco fatiscenti.
Per mantenere i migranti spesi due miliardi in tre anni
Italiani tartassati il doppio per l'emergenza sbarchi. Galantino attacca il governo per mettersi in mostra
