Sarebbe dovuta essere una giornata spensierata, in compagnia degli amici con i quali condivideva la passione per le immersioni. Ed invece la gita in mare all’isola di Giannutri, ieri mattina, si è trasformata in tragedia per un 52enne romano. Giuseppe Garofolo, residente a Civitavecchia e titolare di una ferramenta, è stato trovato a galla privo del boccaglio e ormai senza vita intorno alle 12,30 dai suoi due amici. Inutili i soccorsi prestati sul posto da un medico in vacanza: l’uomo, privo di conoscenza, aveva già smesso di respirare. Sul posto i carabinieri della stazione di Orbetello diretti dal Capitano Elisabetta Spoti e titolari delle indagini, gli uomini della Guardia Costiera e i sanitari di un’ambulanza corsa inutilmente a sirene spiegate. La salma, trasportata con una motovedetta a Porto Santo Stefano, è ora a disposizione del magistrato. L’esame autoptico dovrà stabilire se a causare la morte del 52enne sia stato un malore o un malfunzionamento delle bombole. Ieri mattina la vittima era uscita in mare su un gommone privato insieme ai due amici, anche loro di Civitavecchia, con i quali già diverse volte negli anni si era immerso. Mentre gli altri si sono spinti più a largo ed in profondità, Garofolo non ha superato i 10 metri rimanendo a distanza dai due con i quali si era buttato. Non vedendolo arrivare, gli amici hanno perlustrato lo specchio d’acqua meta di tanti sub. Hanno setacciato il fondale fino a riemergere poco dopo, convinti di trovarlo magari in spiaggia. A galla, ad una manciata di metri dalla riva, la terribile sorpresa. L’amico era ormai privo di vita, inerme con la maschera e senza boccaglio. Inutile ogni tentativo di rianimarlo da parte degli altri due sub che lo hanno portato sul bagnasciuga per chiedere aiuto da lì. Sotto choc sono stati portati al pronto soccorso dell’ospedale Misericordia per essere sottoposti a terapia con ossigeno in camera iperbarica. Corse sull’isola, subito dopo aver appreso la notizia, la moglie Barbara sposata 31 anni fa, e le figlie Corinne e Paola. La vittima, marito, padre e nonno, era conosciuto per le sue numerose passioni tra le quali quella per la fotografia, le motociclette e per le immersioni che ieri lo hanno strappato troppo presto alla vita. Esattamente un anno fa, era il 10 agosto 2014, al largo delle Isole Formiche – sempre a Grosseto – furono tre i sub a perdere la vita. Fabio Giaimo, Enrico Cioli e Gianluca Trevani, tutti umbri, persero la vita a causa della presenza di monossido di carbonio nelle bombole. Di nuovo ieri, ma a Salerno, un’altra tragedia del mare. Intorno alle 11, nello specchio d’acqua antistante il porto turistico di Marina D’Arechi, un motoscafo ha travolto una barca a vela uccidendo un uomo di 56 anni originario di Pontecagnano, in provincia di Salerno, e ferendo un membro dell’equipaggio. La vittima, dilaniata dalle eliche del motore dell'imbarcazione, è stata sbalzata in acqua subito dopo il violento impatto. A lanciare l’allarme via radio sono stati alcuni turisti. Al vaglio degli uomini della Capitaneria di Porto la loro testimonianza e quella delle persone a bordo delle due barche coinvolte nell'incidente.
Sub di Civitavecchia morto a Giannutri
Giuseppe Garofalo, 52 anni, soccorso dai compagni di immersione In un anno all’Argentario altre tre vittime per monossido nelle bombole
