Papa Francesco parla a braccio incontrando i giovani del Movimento Eucaristico Giovanile in occasione del centenario della sua fondazione. "Respingere in mare gli immigrati è un atto di guerra". Il Pontefice ha preso spunto dal dramma che si sta consumando in Asia dove i "boat people" in fuga dal Myanmar sono respinti nell'Oceano. "Pensiamo a quei fratelli nostri Rohingya che sono stati cacciatio via d aun paese da un altro e vanno sul mare e quando arrivano su un porto danno loro da manfìgaie e li cacciano di nuovo. E' un conflitto non risolto: è guerra, si chiama violenza, è uccidere". "Se ti uccido è finito il conflitto. Ma non è il cammino", ha detto ai 1500 ragazzi che lo ascoltavano nell'Aula Nervi. Per il Pontefice "quando identità diverse vivono insieme, sempre ci saranno i conflitti, ma - ha scandito - soltanto col rispetto dell'identità dell'altro si risolve il conflitto. Le tensioni si risolvono nel dialogo, i veri conflitti sociali e culturali si risolvono col dialogo ma prima con il rispetto dell'identità dell'altra persona". "I nonni sono i grandi dimenticati di questo tempo" Papa Francesco nel dialogo di oggi ha affermato: "Adesso un po' meno qui in Italia, dove non c'è lavoro e loro hanno la pensione. E allora si ricordano dei nonni...", ha aggiunto il Papa rispondendo a una domanda riguardo alle tensioni nelle famiglie: "Una di voi mi ha parlato - ha detto - di forti tensioni, di lotte tra due generazioni. Ma quali sono le due generazioni? Quella dei genitori e quella dei figli. Le tensioni tra mamma e papà e io che voglio una cosa e loro pensano che ne debba avere un'altra. C'è una generazione di cui non avete parlato. Perché non avete parlato dei nonni? Non è un rimprovero...". "Non dimenticate i nonni sono la nostra memoria!", ha quindi esortato Bergoglio. "Giovani non andate in pensione" "Cosa sarebbe la società, cosa sarebbe la famiglia, senza tensioni? Sarebbe un cimitero: solo lì non ci sono tensioni e conflitti. Quando c'è vita, c'è tensione e ci sono conflitti. Solo nel Paradiso non ce ne saranno. Tutti saremo uniti nella pace con Gesù Cristo". Sono parole del Papa ai ragazzi. In questa vita, ha aggiunto, "ognuno deve individuare le tensioni della sua vita. Ti fanno crescere, sviluppano il coraggio e un giovane deve avere questa virtù del coraggio: un giovane senza tensioni è un giovane annacquato, un giovane vecchio". "Per favore non andate in pensione!", ha suggerito ai 1500 ragazzi presenti nell'Aula Nervi. Secondo Bergoglio, infatti, "ci sono giovani che se vanno in pensione a 20 anni: hanno tutto sicuro, tutto tranquillo". "Le tensioni sono nella famiglia è chiaro. E come si risolve una tensione? Con il dialogo", ha continuato, esortando a "dire spontaneamente cosa uno pensa". "Così - ha assicurato - le tensioni si risolvono bene". "Se tu ami la tensione per la tensione, questo ti farà male. Sarai un giovane conflittuato male che ama sempre essere in tensione. Questo no. Le tensioni debbono aiutarci a fare un passo verso l'armonia. E questa provoca un'altra tensione per essere più armonica". Dunque, "non avere paura delle tensioni perché ci fanno crescere e risolverle col dialogo perché il dialogo unisce sia in famiglia che nel gruppo di amici, e si trova una strada per andare insieme senza perdere la propria identità". "Fanno crescere, si risolvono col dialogo ma - ha concluso - dobbiamo essere attenti a non attaccarci troppo. Perché fa male, alla fine distrugge. Un giovane senza tensione è un giovane morto, ma uno che soltanto sa vivere in tensione e' un giovane ammalato. Questo lo si deve distinguere". "Padre, io a messa mi annoio..." Questa obiezione di un giovane interlocutore immaginario, Papa Francesco ha voluto evocarla lui stesso nella conversazione a braccio con i 1500 ragazzi di 35 paesi riuniti oggi nell'Aula Nervi. "Sempre - si è risposto il Papa - aiuta pensare all'Ultima Cena, alla parola di Gesù: fate questo in memoria di me. La memoria di Gesù presente lì. In ogni messa è lì e ci salva lì. La grazie della memoria di quello che Gesù ha fatto. Non è un rituale soltanto. Non è una cerimonia: ci sono cerimonie bellissime, militari culturali, ma la messa è un altra cosa. E' andare lì sul Calvario dove Gesù ha dato la vita per me". "Ricevendo il corpo e il sangue di Cristo - ha scandito il Pontefice rivolgendosi a ciascuno dei ragazzi presenti - tu approfondisci il mistero dell'Eucaristia. Non è un rituale: ricordati di Gesù Cristo, come suggeriva San Paolo ai discepoli che aveva fatto vescovi. Quando sono a messa Gesù sta dando la sua vita per me. E se sei davanti al taberancolo ricordati che Lui è lì perché ha dato la sua vita per te. Ogni volta che fate questa celebrazione ricordatevi di me, ci ha chiesto". "Mi avete chiesto - ha continuato il Papa - se essendo amici di Gesù dobbiamo attenderci in cambio una manifestazione della sua presenza. Un'amicizia sempre è a due: io sono amico tuo e tu sei mio amico. E Gesù si manifesta sempre nella sua pace. Se tu ti avvicini a Gesù, ti dà la pace e tanta gioia. Sentirai la pace e anche la gioia". "Ma tu - ha poi concluso Bergoglio rivolgendosi di nuovo personalmente a ciascuno dei presenti - devi cercarlo nella preghiera, nell'Eucaristia e nella vita quotidiana: nella responsabilità dei tuoi compiti e anche nell'andare a cercare i più bisognosi e aiutarli.
Papa Francesco: "Respingere i migranti è un atto di guerra"
"Una famiglia e una società senza conflitto sarebbero un cimitero". E rivolgendosi ai giovani: "Un ragazzo senza coraggio è un giovane vecchio"
