Una distrazione di una manciata di secondi: forse un vicino di ombrellone che chiamava, forse una piccola bega agostana. Secondi interminabili che hanno distratto i genitori dal loro bambino di cinque anni che stava tranquillamente giocando sulla battigia con paletta e secchiello come decine di altri bimbi nello stesso momento. Ancora oscura la dinamica: forse il piccolo si è sporto più del dovuto per riempiere il secchiello, forse il reflusso di un’onda più insidiosa lo ha attirato al largo. Non trovando il figlio nel punto in cui lo avevano lasciato, i genitori del piccolo hanno iniziato a cercarlo per tutta la spiaggia, aiutati da numerosi altri bagnanti che hanno iniziato ad invocare il nome del bimbo nel tentativo di trovarlo. Una ricerca, peraltro infruttuosa, durata 15 minuti e interrotta solo dall’arrivo di un canoista della domenica che, uscito per una breve gita al largo, si era imbattuto nel corpicino senza vita del bimbo che era stato trascinato dalla corrente. Il canoista aveva visto il corpo del bambino galleggiare sull’acqua a circa 100 metri dalla battigia e lo aveva caricato sul natante nel tentativo di rianimarlo. Tutti i tentativi di rianimare il bambino - molti dei quali effettuati dai bagnanti sul posto - sono però risultati vani e il piccolo, dopo l’arrivo degli uomini del 118, è stato dichiarato morto.
Catania
Gioca in spiaggia Onda killer lo uccide