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«Il sistema Buzzi-Carminati non si è mai interrotto»

Ivan Cimmarusti Appalti in proroga e maggiori spese «su cui vediamo l’ombra di Mafia Capitale». Non finiscono le grane per la nostra città e per il Campidoglio. Secondo il gruppo capitolino del...

Appalti in proroga e maggiori spese «su cui vediamo l’ombra di Mafia Capitale». Non finiscono le grane per la nostra città e per il Campidoglio. Secondo il gruppo capitolino del Movimento 5 Stelle, infatti, il circolo vizioso che ha portato al proliferare del sistema Buzzi-Carminati non si è mai interrotto. Nemmeno ora, che nella Giunta guidata da Ignazio Marino ci sono un magistrato e un senatore membro della Commissione Antimafia. Ieri i consiglieri pentastellati hanno tenuto una conferenza stampa molto severa nei confronti dell’amministrazione, elencando una serie di voci del bilancio d’assestamento votato questa notte su cui ci potrebbe esserci la mano longa del Mondo di Mezzo. «In questa manovra di bilancio sono stanziati 13 milioni di euro per la proroga di contratti ai soggetti che si occupano di offrire assistenza alloggiativa – ha spiegato il consigliere penta stellato Daniele Frongia - Il Campidoglio aveva annunciato di voler voltare pagina: invece ecco il regalo di Marino ai soggetti coinvolti direttamente o indirettamente dall’inchiesta di Mafia Capitale». Intanto dietro il palazzo della Provincia di Roma, all’Eur, si nasconderebbe un giro di tangenti. È Salvatore Buzzi, presunto braccio imprenditoriale di Mafia Capitale, a rivelarlo in 5 interrogatori ai pm della procura capitolina. «Secondo Luca Odevaine – racconta – presero i soldi il capo di gabinetto Venafro (Maurizio, già indagato per l’appalto del Recup regionale, ndr), il segretario generale Cavicchia per Zingaretti». I verbali sono stati raccontati in un servizio andato ieri in onda sul Tg La7. Un altro soggetto sarebbe coinvolto anche in un appalto da 1 miliardo 250milioni di euro, relativo alla distribuzione energetica negli ospedali. Buzzi racconta che anche in questo caso ci sarebbe stata una spartizione: 6 lotti alla maggioranza e 1 all’opposizione. Anche sul Comune di Roma fa rivelazioni. Racconta che la famosa metafora della «mucca se non mangia non si munge» è riferita al capogruppo del Partito democratico Panecaldo. Conclude affermando che «non ci crederà dottore, noi il Pd non l’avevamo mai pagato in quella maniera. Abbiamo sempre contribuito alle campagne elettorali con piacere, alle europee, con Bettini e Gasbarra in lotta, per non sbagliare abbiamo finanziato tutti e due, ma essere affrontati così in consiglio comunale non ci era mai capitato».

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