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Morto il Mullah Omar (stavolta forse è vero)

Il leader dei Talebani sarebbe deceduto in un ospedale in Pakistan in circostanze misteriose

L’ennesima morte del Mullah Omar, forse quella definitiva. Il leader dei Talebani, sulla cui testa pende da anni una taglia da 10 milioni di dollari del Dipartimento di Stato americano, sarebbe scomparso nel 2013 in un ospedale del Pakistan dopo aver contratto la tubercolosi. La notizia è stata diffusa ieri in mattinata dall’emittente afghana 1TV, sulla base delle indicazioni fornite da un funzionario governativo che ha voluto rimanere anonimo. La fonte ha spiegato che la «morte» del mullah Omar è stata «confermata» durante una riunione dei vertici della sicurezza. Durante la giornata, però, il mistero che ha sempre caratterizzato la sorte del terrorista si è infittito, fino a quando l’intelligence e il governo afghano «sulla base di informazioni credibili» hanno confermato che «il Mullah Mohammad Omar, leader dei Talebani, è morto ad aprile 2013 in Pakistan». In serata anche la Casa Bianca ha fatto sapere di ritenere credibili le indicazioni sulla scomparsa del terrorista. Non è chiaro, però, il motivo di un silenzio durato anni da parte della autorità. Anche sulle prove del decesso non si conosce molto. Fonti locali de Il Tempo suggeriscono che la morte del talebano potrebbe essere il frutto di un guerra interna al movimento di cui era ispiratore. Una parte dei «seminaristi di Allah», infatti, avrebbero voluto aderire all’Isis. Un’altra, invece, capeggiata proprio dal Mullah Omar, voleva continuare a rimanere indipendente. L’uccisione del leader, dunque, avrebbe apeto la strada a quanti vorrebbero far confluire il movimento verso lo Stato islamico. Un’altra versione, dunque, come le tante che dal 2001 si sono susseguite sulla sorte di uno degli uomini più ricercati al mondo. E di misteri, la sua storia, è fittissima. Dopo la caduta del regime afghano dei Talebani, nel 2001, di cui il Mullah Omar era capo, di lui si sono perse le tracce. Sotto la sua guida nel Paese le autorità applicarono la Sharj’a, divenendo un faro dell’integralismo per gli altri Stati islamici. Solo l’attuale Califfato può vantare posizioni più radicali. Dopo la caduta delle Torri Gemelle, anche se il leader dei Talebani non condivideva l’attacco ai danni degli Stati Uniti (aveva comunque legami con Al Qaeda e Osama Bin Laden, di cui sposò la figlia 13enne) entra nella black-list dei terroristi. La leggenda, poi, lo vuole protagonista di un episodio avvenuto nel 2001 a Baghran, nella provincia di Helmand, a sud dell’Afghanistan, dove sarebbe sfuggito agli americani che lo avevano localizzato, scappando in moto. Del Mullah Omar le foto disponibili sono davvero poche. Come Moktar ben Moktar, ha un occhio solo e tra le sue passioni, oltre l’insegnamnto del Corano nella Madrasa, c’è l’Rpg7, il lanciarazzi anticarro portatile emblema della guerra contro i sovietici che ha combattuto in prima persona diventando, anche per questo, il leader del movimento. Ad aprile, a 19 anni dalla salita al potere del Mullah Omar, i Talebani hanno sorpreso osservatori e analisti pubblicando sul sito web del cosiddetto «Emirato Islamico dell’Afghanistan», una biografia del loro comandante. Cinquemila parole per descrivere il mullah Omar, il «Mulla Mohammad Umar Mujahid», definita una «persona carismatica», «tranquilla», «serena» e dotata di «autocontrollo», che «non perde la pazienza né il coraggio», che non ha una casa né un conto in banca. Dalla biografia, però, emerge che il «capo» è ancora vivo «resta in contatto» con gli eventi in Afghanistan e nel mondo ed «è ancora il leader nell’attuale gerarchia dell’Emirato Islamico dell’Afghanistan». Una chiara risposta a tutte le notizie sulla morte circolate negli anni. Le ultime, inoltre, risalgono alla scorsa settimana quando Fidai Mahaz, portavoce di un gruppo nato da una scissione all’interno del movimento dei Talebani, ha diffuso la notizia dell’uccisione che risalirebbe proprio a due anni fa. Ancora contraddizioni, dunque, che alimentano l’alone di mistero sul terrorista. Durante la giornata di ieri, però, il rincorrersi di notizie, conferme e smentite, non ha coinvolto in via ufficiale il Pakistan. Secondo il giornale afghano online Khaama Press, la notizia della morte del Mullah Omar sarebbe stata «confermata dalle autorità del Pakistan», che hanno condiviso le informazioni con il governo di Kabul anche sulla data del decesso risalente al 2013. Sui media pakistani, però, la notizia non ha avuto spazio.ù

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