Dal Quirinale alla Farnesina, passando per la visita a Taranto del ministro della Difesa Roberta Pinotti: i massimi vertici dello Stato e i ministri che curano insieme a Palazzo Chigi il dossier della controversia con l'India, ieri hanno manifestato pubblicamente da un lato la propria vicinanza ai fucilieri Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, e dall'altro la determinazione nell'affermare, davanti alla corte del Tribunale del Diritto del Mare ad Amburgo, le ragioni che hanno portato l'Italia a chiedere il rimpatrio dei militari e il congelamento dei procedimenti in India, in attesa che giunga a termine l'arbitrato internazionale. «L'Italia si batterà perché Massimiliano Latorre resti in Italia e Salvatore Girone possa farvi rientro»: così ha tracciato la linea il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, aprendo la conferenza con gli ambasciatori alla Farnesina, in un incontro dall'alto valore diplomatico. A ruota il ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni sull'arbitrato attivato: «Confermo l'impegno del governo per difendere le loro ragioni nelle sedi internazionali che abbiamo deciso di attivare». Le prese di posizione giunte da Roma hanno rassicurato le famiglie dei fucilieri del San Marco, dopo le dichiarazioni - rituali, ma non troppo - di opposizione all'istanza italiana ad Amburgo pronunciate su The Indu dall'Additional Solicitor General, P.S. Narshima, il procuratore che sosterrà le tesi indiane davanti al collegio tedesco. «Queste parole sicuramente arrecano speranza e conforto. Sono felice di vedere unità su questa vicenda», ha commentato Paola Moschetti, compagna di Massimiliano Latorre, mentre Vania Girone, moglie di Salvatore, ha mantenuto la consueta discrezione facendo solo trapelare la speranza di un esito positivo dalle udienze in programma l'11 e 12 agosto. «L'arbitrato è la scelta migliore, condivisa anche dai due marò. Ci auguriamo di far valere presto le nostre ragioni»: così si è espresso il ministro della Difesa, Roberta Pinotti, in visita all'Arsenale della Marina militare a Taranto, città di Latorre. Nell'incontro in Prefettura la Pinotii ha poi puntualizzato che tra i vari motivi che hanno rallentato la soluzione della controversia «uno potrebbe essere la provenienza dell'ex ministro della Difesa indiano, originario proprio della zona in cui avvennero i fatti», e allo stesso tempo ha escluso che abbia interferito «la vicenda delle presunte mazzette che avrebbero intascato funzionari in India per la questione Finmeccanica».
Mattarella detta la linea per il rientro in Italia dei Marò
Michele De Feudis Dal Quirinale alla Farnesina, passando per la visita a Taranto del ministro della Difesa Roberta Pinotti: i massimi vertici dello Stato e i ministri che curano insieme a Palazzo...
