Un membro della Direzione investigativa Antimafia nell'Osservatorio tecnico scientifico per la sicurezza e la legalità della Regione, il divieto di contributi da parte dell'ente a società e non solo che hanno «finanziato» (oltre una certa soglia) liste e candidati a cariche elettive regionali, l'istituzione della commissione speciale Antimafia, dell'Anagrafe degli eletti e dei nominati e dell'elenco dei lobbisti. Sono le novità più importanti delle «disposizioni a tutela della legalità e la trasparenza nella Regione Lazio» approvate dal Consiglio regionale. La legge anticipa una parte di quanto sarà previsto dalla legge sulla Trasparenza. È il caso dell'Anagrafe pubblica degli eletti e dei nominati, che verrà pubblicata sui siti del Consiglio regionale e della Giunta regionale, e dell'Elenco regionale dei portatori di interessi (i cosiddetti lobbisti), che vedrà la luce entro fine anno attraverso una legge del Consiglio. Altra importante novità è legata alla nascita della commissione speciale sulle Infiltrazioni mafiose e sulla criminalità organizzata nel territorio regionale, che avrà il compito di effettuare studi, indagini conoscitive e approfondimenti sul tema e resterà in carica fino alla fine della legislatura. Tra le altre cose, l'organismo dovrà analizzare il livello di diffusione, penetrazione e consistenza della criminalità organizzata sul territorio, monitorare le possibili infiltrazioni della criminalità organizzata nell'attività dell'amministrazione regionale e degli enti sottoposti al suo controllo; formulare proposte di carattere legislativo, amministrativo e organizzativo per rendere la stessa più efficace nella lotta contro la criminalità; elaborare proposte tese a promuovere la cultura della legalità nel territorio regionale. La commissione presenterà ogni anno al Consiglio regionale una relazione sull'attività svolta ed eventuali proposte operative.
Legge regionale
Via all’anagrafe degli eletti e l’antimafia va alla Pisana