Non c’è pace per la metropolitana capitolina. E, soprattutto, non c’è pietà per i passeggeri che affrontano ogni giorno il calvario del trasporto sotterraneo. Dopo la giornata catastrofica di giovedì, anche ieri i disagi non sono mancati. E ormai la reazione dei cittadini è comprensibilmente rabbiosa. Ieri mattina sulla linea B un treno è rimasto fermo a San Paolo, sembra a causa del malore di un macchinista, provocando un'interruzione del servizio tra San Paolo e Rebibbia-Ionio e forti ritardi sul resto della linea. L'interruzione è durata una ventina di minuti, poi «il servizio è stato riattivato sull'intera tratta - fa sapere Atac sul suo sito web - con residui forti ritardi». Un gruppo di viaggiatori esasperati, dopo l'annuncio dello stop, ha cominciato a inveire contro il macchinista, tanto da richiedere l’intervento della polizia, anche se gli agenti, arrivati sul posto, avrebbero trovato la situazione già sotto controllo. Ma i guai non finiscono qui. Il presidente dell’Autorià garante por gli scioperi ha fatto sapere che sull’ipotesi di possibili boicottaggi del servizio da parte dei lavoratori ha aperto un fascicolo. «Quando avremo gli elementi istruttori decideremo sul da farsi», ha spiegato Roberto Alesse. L’azienda è in grande difficoltà. «È vero che è stato raggiunto qualche giorno fa un accordo su come rilanciare le relazioni industriali. Vedremo se questo accordo sortirà effetti benefici, ma fino adesso certamente notiamo una grande difficoltà di dialogo - ha proseguito il presidente dell’Authority - Abbiamo un'azienda che non riesce ad approntare un piano di ristrutturazione industriale all'altezza della situazione; abbiamo un "universo mondo" di sindacati che guarda al futuro con la lente di ingrandimento del passato. Devo dire che entrambi sono responsabili dell'aggravamento del conflitto, a danno dell'utenza». Sulla precettazione del 27 luglio dei lavoratori del trasporto pubblico capitolino, Alesse ha specificato: «Noi l'abbiamo sollecitata ai sensi dell'articolo 8 della legge 146 del '90. Il danno all'utenza continua ad essere veramente un danno costante e da questo punto di vista bisogna assolutamente porgli rimedio. Anzi - ha concluso il garante per gli scioperi - più volte io ho auspicato che il Governo e il Parlamento modificassero la legge e attribuissero direttamente all'Autorità di garanzia per gli scioperi il potere di precettazione».
La metro si ferma ancora. Macchinista rischia il linciaggio
Disagi per un malore del conducente. Il treno bloccato per venti minuti
