La rabbia che avrebbe provato di fronte al rifiuto della donna di darle i soldi lo avrebbe portato ad ucciderla. Maria Luisa Fassi, 53 anni, è stata uccisa, nella sua tabaccheria, il 4 luglio scorso, per un tentativo di rapina finito male. Un tentativo di rapina di qualche centinaio di euro, circa 800, che sono risultati mancanti dal negozio. Questo è quanto hanno spiegato gli inquirenti in una conferenza stampa nella caserma dei carabinieri di Asti. L'uomo fermato per l'omicidio, Pasqualino Folletto, italiano, incensurato, 46 anni e tre figli, ha confessato ed avrebbe spiegato, durante l'interrogatorio, di avere perso la testa ed il controllo di fronte al rifiuto della donna di dare i soldi e davanti alle sue urla. L'uomo ha colpito la donna con un coltello, e agli inquirenti ha indicato il luogo dove lo ha buttato. Le indagini. "È stato un lavoro di coordinamento e di ricostruzione fatto anche con i Ris di Parma e i Ros di Roma di pochi elementi indiziari - ha spiegato il pm Luciano Tarditi - e c'è stata una imponente attività di audizione di persone. Inoltre è stata usata la più moderna tecnologia per l'estrapolazione delle immagini dalle telecamere. È stato un lavoro minuzioso, un puzzle che alla fine ha portato all'individuazione di una persona difficile da scoprire perché conduceva una vita irreprensibile". Secondo la ricostruzione degli inquirenti si è arrivati a Pasqualino Folletto grazie alle immagini delle telecamere, che lo hanno mostrato arrivare alle 7,15 della mattina del 4 luglio davanti alla tabaccheria di Maria Luisa Fassi ed andare via alle 7,42. La dinamica di quel 4 luglio. Arrivando avrebbe parcheggiato prima la sua auto, risultata poi colpita da sequestrato amministrativo, dalla parte opposta al negozio poi dopo un'inversione, avrebbe posteggiato con la portiera del guidatore davanti alla tabaccheria. Altre telecamere avrebbero poi ripreso l'uomo che dopo l'omicidio sarebbe tornato nell'azienda in cui fa il magazziniere, avrebbe cambiato vestiti e scarpe e li avrebbe bruciati. "Non c'erano univoci indizi - ha detto ancora il pm Tarditi - ma quando lo abbiamo interrogato e ha negato di essere stato sul luogo della tabaccheria ci siamo convinti del suo coinvolgimento. Poi è crollato e si è disperato". "Siamo partiti da un'ombra - ha aggiunto il tenente colonnello, comandante provinciale dei carabinieri di Asti Fabio Federici - perche' la prima telecamera ha ripreso solo l'ombra dell'auto che poi, grazie ai controlli, abbiano trovato. Poi abbiamo dato un volto al colpevole. Ci sono state tante illazioni ma non ci sono altre ipotesi, se non quella della rapina finita male. Non è microcriminalità - ha detto ancora - ma un episodio isolato. Una squadra ha lavorato senza sosta 24 ore al giorno e, a tre settimane dal delitto, abbiamo dato la risposta".
"L'ho uccisa perché urlava". Ecco com'è morta la tabaccaia di Asti
Il magazziniere italiano Pasqualino Folletto, 46 anni e incensurato,confessa durante l'interrogatorio LEGGI ANCHE Uccisa a coltellate
