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Statali: bocciato il blocco dei contratti

La Consulta contro il Governo: è stata violata la libertà sindacale Il rinnovo sospeso per due anni. Costa troppo: 35 miliardi di euro

«Illegittimo perché viola la libertà sindacale sancita dall’articolo 39 della Costituzione», introducendo per i lavoratori pubblici una disciplina «irragionevole e sproporzionata». Con queste motivazioni la Consulta ha bocciato il 24 giugno scorso il blocco economico dei contratti nella Pubblica amministrazione scattato per il 2013-2014 ed esteso fino al 2015. «Il reiterato protrarsi della sospensione delle procedure di contrattazione economica - riporta la sentenza numero 178, depositata ieri, di cui è relatrice il giudice Silvana Sciarra - altera la dinamica negoziale in un settore che al contratto collettivo assegna un ruolo centrale». Inoltre, ricorda, che «se i periodi di sospensione delle procedure negoziali e contrattuali non possono essere ancorati al rigido termine di un anno, individuato dalla giurisprudenza di questa Corte in relazione a misure diverse e a un diverso contesto di emergenza, è parimenti innegabile che tali periodi debbano essere comunque definiti e non possono essere protratti ad libitum». Dunque, precisa, «il carattere ormai sistematico di tale sospensione sconfina in un bilanciamento irragionevole tra libertà sindacale, indissolubilmente connessa con altri valori di rilievo costituzionale e già vincolata da limiti normativi e da controlli contabili penetranti, ed esigenze di razionale distribuzione delle risorse e controllo della spesa all’interno di una coerente programmazione finanziaria». I giudici rilevano, poi, come «solo ora si è palesata appieno la natura strutturale della sospensione della contrattazione e può considerarsi verificata la sopravvenuta illegittimità costituzionale, che spiega i suoi effetti a seguito della pubblicazione di questa sentenza». Sentenza, come noto, non retroattiva, dunque efficace dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Tradotto: non schiuderà quel buco da 35 miliardi quantificato dall’Avvocatura generale dello Stato nella memoria difensiva nel caso in cui il blocco fosse stato dichiarato illegittimo fin dall’entrata in vigore, nel 2010. «Nella discussione sulla prossima legge di stabilità capiremo le risorse e da lì dobbiamo partire, tra l’altro si tratta di una discussione da fare dal prossimo autunno. Si tratta di riaprire la contrattazione da una certa quantità di risorse», ha chiosato il ministro della Pubblica Amministrazione Marianna Madia. «Ora rivendichiamo l'apertura del tavolo per il rinnovo dei contratti pubblici. Il blocco di sei anni non è più tollerabile e rivendichiamo il pieno diritto al contratto, anche e soprattutto per il ruolo che autorevolmente la Corte ci riconosce», il commento dei segretari generali di Fp Cgil, Rossana Dettori; Cisl Fp, Giovanni Faverin; Uil Fpl Giovanni Torluccio, e Uilpa, Nicola Turco. «Temi che porremo il 29 luglio in occasione della manifestazione per il rinnovo dei contratti e per una vera riforma della Pubblica Amministrazione».

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