Q ualcuno di voi ha un’amica a Istanbul? Bene, provi a mandarle una lettera, come si faceva una volta, ma scrivendo, dopo via e civico, Bisanzio come nome della città. E vediamo se arriva. Perché questo? Perché alcuni lettori di Latina ci segnalano di ricevere bollettini da pagare, inviati da enti di vario tipo, indirizzati però alla vecchia Littoria. Forse aveva ragione Benjamin Franklin: le certezze sono due, la morte e le tasse. Perciò tranquilli che i bollettini vi scoveranno sempre, anche se ci scrivono che abitate a Camelot. Oppure no, è qualcosa di più semplice: Littoria, la città voluta da Mussolini, nella testa di tanti (che pure l’hanno solo letta sui libri di storia) e in qualche indirizzario informatico è ancora Littoria. Ignorando Latina, nome appiccicato in fretta prima che la Guerra finisse. Contento Euro Rossi, Presidente del Movimento culturale, apartitico, «Mi chiamo Littoria», che promuove il ritorno al toponimo originario. I bollettini da pagare, evidentemente, giovano alla causa. Sai quanti sturbi tra le animelle del politicamente corretto! Stavolta, però, cascano male. Perché a Littoria arrivano anche le cartoline. Saluti e baci.
Se le tasse ti scovano a Littoria
di Pietro De Leo Qualcuno di voi ha un’amica a Istanbul? Bene, provi a mandarle una lettera, come si faceva una volta, ma scrivendo, dopo via e civico, Bisanzio come nome della città. E vediamo se...