Attualità

I due jihadisti arrestati a Brescia non rispondono al gip

Scena muta all'interrogatorio di garanzia. Tra i loro propositi, quello di "ammazzare due o tre carabinieri". In una conversazione riportata nell'ordinanza di custodia cautelare

Non hanno proferito parola e a quanto pare non intendono proprio parlare. Si sono avvalsi della facoltà di non rispondere durante l'interrogatorio di garanzia davanti al gip Lassaad Briki e Muhammad Waqa, il tunisino e il pakistano che lavoravano a Brescia arrestati per terrorismo internazionale. Secondo le accuse avrebbero parlato di attentati in Italia, ad esempio alla base militare di Ghedi.   L'odio per i carabinieri. Tutti e due soggiornano regolarmente in Italia, dove lavorano da anni. Tra i loro propositi, anche l'intenzione di "ammazzare due o tre carabinieri". In una conversazione riportata nell'ordinanza di custodia cautelare, Lassad Briki dice: "io voglio fare una cosa prima di andare via...". Muhammad Waqas risponde: "ammazzare due, tre carabinieri?". E Lassad risponde affermativamente, per cui l'interlocutore insiste: "io odio tanto i carabinieri".   L'istigazione al terrorismo sul web. Le indagini condotte dagli uomini della digos di Milano e del servizio polizia postale hanno permesso di accertare che gli indagati, sostenitori dell'organizzazione terroristica Is, svolgevano continuativa attività di istigazione pubblica in rete. Avevano attirato l'attenzione mesi fa, postando sui social media dei 'selfie' nei quali minacciavano obiettivi come il Duomo di Milano o il Colosseo

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.