La Procura della Repubblica di Udine riconosce che l’intervento del Prefetto per cancellare la trascrizione dei matrimoni tra persone dello stesso sesso contratti all’Estero «non appare conforme alla Legge» che «conferisce al prefetto precisi poteri sui registri dello Stato civile ma non legittima né ammette un ruolo così autoritario e di simile ‘prevaricazione’ del prefetto». Dunque niente poteri abrogativi, né poteri di cancellazione del matrimonio gay contratto in un altro Paese. La Procura, dunque, osservava che per la legge italiana il “dominus” dello stato civile è il sindaco, «le cui prerogative possono essere corrette solo attraverso un procedimento giurisdizionale ad opera del giudice». Il caso in questione nasceva da un esposto dell’ Arcigay Friuli in tandem con l’ associazione Rete Lenford per falso ideologico e abuso d’ufficio. Un commissario ad acta pefettizio aveva infatti annullato la trascrizione effettuata dal Comune di Udine del matrimonio di due donne. La Procura, nonostante la presa di posizione piuttosto decisa sul ruolo del Prefetto ha archiviato i presunti profili penali della vicenda.
Novembre 2014 Procura di Udine
Il prefetto non può cancellare le nozze sigillate dal sindaco