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Ecco come Al Qaeda voleva colpire Roma

In una informativa del Ros le istruzioni per un attentato nella Capitale: "Imparate a costruire un'autobomba e anche una atomica jihadista"

«Come costruire la bomba atomica jihadista». Dalla sua scrivania a Roma Ahmed Masseoudi, figlio di un dipendente dell’ambasciata tunisina a Roma, diffondeva informazioni per indurre «cani sciolti» a colpire nella Capitale d’Italia in nome del fondamentalismo islamico. Sono gli allegati all’inchiesta sulla «cellula terroristica» della Capitale, a restituire spaccati del potere di penetrazione di Masseoudi, 29 anni, nella galassia del terrorismo internazionale. Latitante dal primo luglio scorso, da quando la Procura di Roma ha chiesto il suo arresto, il giovane fondatore del forum fondamentalista www.i7ur.com (acronimo arabo di “Ashak al-Hur”, ossia “Gli amanti delle vergini”) aveva costituito a Roma un portale in grado di diffondere informazioni su come compiere attentati. Ma non solo, perché nelle carte investigative del reparto Antieversione dei carabinieri del Ros, saltano fuori i suoi rapporti con lo sceicco Omar Al Haddouchi, ispiratore degli attentati di Casablanca del 16 maggio 2003 - tra i quali al ristorante italiano “Positano” – che costò la vita a 33 persone, e anche con Nabil Amdouni, soprannominato sulla rete Abu Ayman, «uno dei personaggi di maggiore spessore nell’universo jihadista in internet». Insieme a Masseoudi è indagato con l’accusa di associazione finalizzata al terrorismo anche Abderrahim El Khalfi, residente a Tor Pignattara, la cui posizione sarà vagliata oggi il Tribunale del Riesame.   MANUALI PER GLI ORDIGNI Il portale di Masseoudi era diventato un concentrato di odio religioso. Così, gli investigatori hanno individuato documenti bollenti. Sul portale «i7ur» c’era chi scriveva: «Nel nome di Allah il Clemente il Misericordioso. Fratelli monoteisti e mobilitati .. il regalo che vi faccio oggi non si misura con il volume come in passato .. bensì con l’importanza del contenuto ... oggi vi presento cinque importanti libri nei vari campi jihadisti ... di seguito i titoli: Primo libro: La bomba atomica jihadista; Secondo libro: Stupire i credenti con il modo di preparare il veleno della ricina; Terzo libro: La lotta a distanza ravvicinata (corpo a corpo); Quarto libro: La stella guida nel demoralizzare il nemico; Quinto libro: Raccolta di scritti su come mettere mano ad uno strumento mediatico nemico».   I SOLDATI INVISIBILI DI ALLAH Lo sceicco Al Haddouchi è la chiave d’accesso che fa entrare «i7ur» nella galassia virtuale jihadista, ottenendo la tazkiya (ossia la garanzia di affidabilità). Il «corteggiamento» comincia il 12 febbraio 2012, quando Masseoudi pubblica sul forum la poesia «I Leoni ruggiscono» «dedicata al mio illustre predicatore Abu Omar Al Haddouchi in occasione della sua scarcerazione». A distanza di tre mesi il giovane tunisino, residente a Guidonia, crea un sito dedicato a quello che definisce il «mio sceicco preferito». Il 20 maggio Al Haddouchi pubblica su Youtube un video con il suo discorso di apertura del portale, in cui spiega l’importanza dell’uso di Internet per il sostegno della jihad e conclude ringraziando «il fratello Abu Abdallah», uno dei nickname utilizzato da Masseoudi: «La tv, il telefono, l’auto, il web – spiega lo sceicco – sono tutti mezzi che se usati nel bene divengono benefici, se usati nel male divengono malefici. Questi giovani sono davvero i soldati di Allah, i soldati invisibili di Allah».   IL “PR” DELLO SCEICCO DEL TERRORE Una volta che Al Haddouchi esce dal carcere, molte organizzazioni mediatiche affiliate ad Al Qaeda entrano in competizione per assicurarsene la presenza nei propri video. Per competere con la concorrenza, Masseoudi mette in piedi una struttura mediatica per la diffusione dei messaggi del predicatore, denominata al-Daraghem (che significa, «I leoni»). Questo permette al giovane tunisino di entrare in contatto a maggio del 2012 con un altro «pezzo da novanta del terrore»: Abu Ayman, amministratore del sito al-Shumukh, il principale forum affiliato ad Al Qaeda. «Interessato a pubblicare il materiale dello sceicco Haddouchi – si legge negli atti – Ayman è quindi “costretto” a rapportarsi con l’indagato, detentore del monopolio per la distribuzione in Internet della produzione teologica dello sceicco».   IL RECLUTATORE Ma chi è Abu Ayman? Si tratta del tunisino Nabil Amdouni, elemento di vertice del sezione mediatica di Al Qaeda, arrestato a luglio 2012 dalle autorità. Il suo nome è noto ai servizi segreti anche per rapporti che aveva con Said Al Shihri, ex esponente di primo piano di Al Qaeda nella penisola arabica. Secondo l’informativa dei Ros, risulta essere stato «un agente di collegamento», il cui compito era quello di «individuare candidati per la “jihad” da mettere in collegamento con i diversi gruppi terroristici». Nel suo interrogatorio Amdouni ha ammesso di aver avuto «accesso a innumerevoli informazioni operative e di averle trasmesse ai gruppi terroristici interessati per agevolare le loto attività clandestine».

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