Altra novità rilevante nel dibattito sui diritti degli omosessuali. All’indomani della sentenza della Corte di Cassazione, che ha stabilito la possibilità di cambiare sesso all’anagrafe anche per chi non si sia sottoposto ad un’operazione ai genitali, è la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo ad emettere una pronuncia, stavolta sulle unioni civili. Le coppie omosessuali, stabilisce la Corte, «hanno le stesse necessità di riconoscimento e di tutela della loro relazione al pari delle coppie omosessuali». In quest’ambito, l’Italia è stata condannata in violazione dell’articolo 8 della convenzione europea dei diritti umani. «La Corte - si legge in una nota - ha considerato che la tutela legale attualmente disponibile in Italia per le coppie omosessuali non solo fallisce nel provvedere ai bisogni chiave di una coppia impegnata in una relazione stabile, ma non è nemmeno sufficientemente affidabile». La pronuncia arriva dopo il ricorso di tre coppie italiane (ognuno dei suoi componenti ora dovrà ricevere 50mila euro a titolo di risarcimento), tra cui quella di Enrico Oliari, leader di Gaylib, l’associazione degli omosessuali liberali vicina al centrodestra, che ieri ha espresso «gioia e massima soddisfazione per una sentenza storica, sia per noi, come coppia, sia per la lotta che abbiamo fatto per tutte le coppie italiane, che non vedono riconosciuti i propri diritti». Chiaro che la pronuncia della Cedu scateni una valanga di dichiarazioni. Da sinistra, viene accolta nell’ottica del ddl Cirinnà, attualmente assegnato in commissione Giustizia al Senato. È la stessa senatrice del Pd a cogliere nella sentenza l’invito «a fare presto e approvare il provvedimento sulle unioni civili». « La legge sulle unioni civili sarà approvata entro l’anno», sottolinea il ministro delle Riforme Maria Elena Boschi. Canta vittoria Ivan Scalfarotto, sottosegretario alle Riforme: «Ho digiunato per venti giorni per richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica sulla situazione di grave imbarazzo per l’Italia costituita dall’assenza di una legge sulle unioni omosessuali e, a distanza di soli tre giorni dall’interruzione del digiuno, la Corte Europea dei diritti dell’Uomo ha sancito ciò che era già ovvio a chiunque avesse occhi per vedere». Da Sel, invece, Fratoianni sfodera tutti i sintomi di «annuncite» che Renzi ha dimostrato nel tempo sul punto, rimandando di volta in volta l’approvazione della legge. Nel centrodestra, reazioni a diverse intensità. Quella più alta ce l’ha Matteo Salvini. «La Corte di Strasburgo ha rotto le palle!», scrive su Facebook. «Non sarà un burocrate europeo a decidere il futuro nostro e dei nostri figli». Giorgia Meloni da Fdi assicura: «L’ Italia prenderà in considerazione la sentenza della Corte europea dei diritti dell'uomo il giorno in cui la Corte farà rispettare questa decisione anche a tutti gli altri 47 Stati membri del Consiglio d'Europa». Cautela in Forza Italia. «Non si può far più finta di nulla - dice Mara Carfagna, anche lei firmataria di una proposta di legge sull’argomento - le coppie omosessuali sono una realtà già presente nella nostra società, il compito che la politica ha è quello di regolamentarle definendo diritti, doveri e responsabilità». Mentre Elena Centemero si augura che il Pd «non voglia compiere fughe in avanti». Da Ncd interviene Maurizio Sacconi, mettendo le mani avanti su matrimonio e adozioni: «Sembrerebbe esservi - spiega - un modo di adempiere alla sentenza senza creare i presupposti per l’estensione giurisprudenziale dell’istituto matrimoniale, delle adozioni e delle provvidenze pubbliche riservate alla famiglia naturale in funzione della continuità della specie umana».
All’Europa gli italiani piacciono gay
La Corte di Strasburgo bacchetta il nostro Paese: «Aprite alle unioni civili»
